Zone gialle e green pass: cosa aspettarsi dal nuovo decreto

La curva epidemiologica continua a salire, anche se – almeno per il momento – la crescita di contagi non ha comportato un pericoloso innalzamento della soglia di occupazione delle terapie intensive. C’è però da fare i conti con il sempre più vicino avvio dell’anno scolastico. L’obiettivo da centrare non ammette fallimenti: a settembre bisogna far tornare i ragazzi in classe e ripristinare la didattica in presenza. Per questo il governo sta studiando il nuovo decreto che dalla prossima settimana dovrebbe entrare in vigore. Ma non c’è solo il tema dell’istruzione al centro del dibattito: la maggioranza sarà chiamata a valutare l’utilizzo del green pass in ottica trasporti. E nel frattempo torna l’incubo di altre restrizioni per alcune Regioni. Ecco cosa aspettarsi dalle prossime mosse del governo.

Tornano le zone gialle?
“Sarà un’estate tutta in bianco”, era la previsione di molti esperti. Uno scenario che presto potrebbe essere smentito. Ci sono infatti tre Regioni che rischiano di uscire dall’area bianca per tornare nella porzione colorata di giallo. A essere interessati da questa possibilità sono Lazio (4% in area medica e il 3,7% in terapia intensiva), Sardegna (4,4% dei posti occupati nei reparti e il 4,2% in terapia intensiva) e Sicilia (8% in area medica e 4,7% in terapia intensiva). Va chiarito che la soglia critica è ancora ben lontana: con i nuovi parametri è stato stabilito il 10% dell’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive e il 15% delle ospedalizzazioni per decretare il passaggio dalla zona bianca a quella gialla. Ma la rapida diffusione del Coronavirus potrebbe determinare il cambio di colore.

Nello specifico ci sarebbe una “data X” che spaventa le tre Regioni: dopo Ferragosto c’è il concreto rischio che le restrizioni possano essere nuovamente protagoniste. A quel punto, ricorda il Corriere della Sera, tornerebbero l’obbligo di mascherina anche all’aperto e i limiti per la consumazione in bar e ristoranti (all’aperto a pranzo e a cena ma soltanto con consumo al tavolo, mentre al chiuso fino alle ore 18).

Trasporti e scuola
Il dibattito sul green pass per gli spostamenti sui mezzi pubblici è stato rinviato ai prossimi giorni con un fine ben preciso: evitare di prendere decisioni affrettate e analizzare i dati dei nuovi contagi e quelli relativi ai vaccini. Martedì dovrebbe riunirsi la cabina di regia per poi decidere se e quando imporre il certificato verde per i trasporti a lunga percorrenza: prima di salire su aerei, navi o treni potrebbe essere obbligatorio esibire il green pass, ma non dal 6 agosto, come previsto già per altre attività.

Sul tavolo ci sono anche diversi temi molto caldi, strettamente collegati tra loro: la riapertura delle scuole, l’obbligo vaccinale per studenti e personale scolastico (ipotesi per il momento congelata) e l’organizzazione del trasporto pubblico in vista del ritorno in presenza. Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, chiede “cautela” perché occorre “coinvolgere le persone a partecipare alla campagna vaccinale” senza “alimentare tensioni”. L’obiettivo potrebbe essere quello di “prevedere un riempimento all’80% dei mezzi per garantire il 100% di presenza”.

 

ilgiornale.it

Rispondi