Viviana Parisi “ha strangolato Gioele e poi si è lanciata nel vuoto”: la prova decisiva un anno dopo, caso chiuso

Il caso di Viviana Parisi potrebbe essere giunto a una conclusione. Stando a quanto riportato dall’Adnkronos la Procura di Patti – che coordina l’inchiesta sulla morte della donna e del figlio Gioele avvenuta nei boschi siciliani di Caronia – ha chiesto al gip l’archiviazione. Era l’8 agosto 2020 quando la 41enne è stata trovata prima di vita: si sarebbe uccisa lanciandosi da un traliccio, subito dopo aver ucciso il figlio di 4 anni, probabilmente strangolandolo.

 

Nella richiesta di archiviazione emergono una serie di consulenze e alcune intercettazioni che evidenzierebbero chiaramente il malessere psichico della donna. “Le indagini – ha dichiarato il procuratore capo di Patti, Angelo Vittorio Cavallo – hanno perso di accertare in modo incontrovertibile le precarie condizioni di salute mentale di Viviana”. A marzo 2020 la donna era stata portata all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, dove aveva impressionato il medico intervenuto in suo soccorso: sdraiata a terra, ripeteva continuamente “abbiamo consegnato i nostri figli al demonio”.

Tre mesi più tardi, a fine giugno, Viviana era stata di nuovo in ospedale, stavolta a Messina, per aver ingerito volontariamente dei farmaci con “chiaro intento autolesivo”, come testimoniato dai medici. E quindi ci sarebbe proprio l’instabilità mentale della donna dietro l’omicidio-suicidio verificatosi nei boschi di Caronia ad agosto di un anno fa.

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