Violenze sessuali, Istat: il 42% commesse da stranieri, che sono solo l’8% in Italia. Sul podio marocchini e nigeriani

Di Mauro Indelicato – Le violenze contro una donna è uno degli atti più deprecabili che possano esistere. L’aggressione e l’abuso fisico sono piaghe terribili, che da sole certamente le leggi non sono in grado di sconfiggere. Occorre, se davvero si vuole inaugurare una nuova stagione volta ad estirpare questi mali, avere un quadro di insieme.Conoscere quindi fino in fondo la situazione, al netto di giudizi e pregiudizi di natura prettamente ideologica. E, da questo punto di vista, c’è un dato che risalta più di tutti: a perpetuare in Italia questo tipo di crimini, sono soprattutto cittadini di origine extra comunitaria.

I dati Istat

A sottolinearlo è un articolo di Gianluca Veneziani su Libero. In esso vengono presi in esame i numeri, tanto freddi quanto però esplicativi, sulle violenze contro le donne. Nel 2018, ultimo anno per il quale l’Istat ha al momento reso noti i dati, sono stati denunciati alle autorità giudiziarie 4.802 episodi di violenza. Di questi, 2.009 sono stati commessi da stranieri. In termini percentuali, il dato corrisponde al 41.8%.

Numeri che inquadrano molto bene il fenomeno, specialmente se si considera che gli stranieri nel nostro Paese compongono appena l’8.6% del totale della popolazione. In poche parole, da una fascia che rappresenta la minoranza arriva quasi la metà di tutti i reati contro la donna denunciati due anni fa. Un trend ben assodato, difficilmente mutato nelle ultime annate da cui per il momento non arrivano dati significativi.

Andando poi nel dettaglio, si scopre che quella percentuale del 41.8% è composta per il 35% da stranieri di origine extra europea. Tra questi, spiccano reati commessi da marocchini e nigeriani. Vi è poi un 5.8% che rappresenta il dato dei cittadini di origine rumena, la restante parte dello 0.9% è composta da altri cittadini Ue. Buona parte delle violenze nel 2018 sono avvenute all’interno della stessa comunità di appartenenza del carnefice.

Oltre che quello sulle violenze, c’è anche un altro dato che inquieta e non poco e che riguarda lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione. Seguendo sempre i dati Istat del 2018, il 68.8% di questa fattispecie di reato è ascrivibile alla popolazione straniera. Percentuali molto alte di stranieri anche per quanto riguarda lo stalking, dove si tocca il 16.4%, e gli atti sessuali con minorenni, la cui cifra è del 24.65%.

I dati hanno inoltre evidenziato l’alta incidenza, tra gli extra comunitari che compiono questo tipo di reati, di giovani: tra i non italiani denunciati per violenza sessuale, il 64.2% ha tra i 18 e i 24 anni, mentre il 59.7% tra i 25 e i 34 anni.

Donne straniere vittime di abusi

Questo dimostra, come sottolineato dallo stesso Gianluca Veneziani, che la pericolosità aumenta soprattutto tra gli stranieri più giovani. Colpisce come almeno una donna su quattro vittima di violenza sia straniera, spesso connazionale del carnefice. Tra queste, molte sono giovanissime e hanno un’età compresa tra i 18 e i 24 anni.

Il timore però che i dati non siano del tutto esatti è elevato: l’Istat inserisce infatti solo le denunce effettuate, a mancare all’appello potrebbero essere molti casi di donne che, per timore o per altri motivi, hanno timore a fare nomi e cognomi dei propri aguzzini. La popolazione straniera quindi è quella più coinvolta nei reati contro la donna. Sia perché in essa si celano i carnefici e sia perché è proprio tra le straniere che si contano tante e troppe vittime.

Ma nel recente passato, dati del genere non sono stati presi in considerazione. Al contrario, il politicamente corretto ha come imposto di non fare alcuna distinzione tra stranieri e italiani. Il tutto, si dice, per non alimentare razzismo. In realtà, per rendere giustizia alle donne abusate e per prevenire nuovi reati, l’unica strada è la concreta conoscenza del fenomeno.

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