Video hard con minori tunisini, guai per l’ex governatore PD Crocetta. Ma lui si difende: “Vogliono creare il mostro”

La Procura di Caltanissetta ha chiesto un nuovo processo per l’ex Presidente degli industriali siciliani, Antonello Montante, accusato di corruzione, truffa e traffico di influenze illecite in una seconda tranche dell’inchiesta terminata con la condanna a 14 anni per l’imprenditore. In totale sono tredici le persone per le quali il Procuratore aggiunto Gabriele Paci ha chiesto il rinvio a giudizio. Fra gli altri, spicca il nome dell’ex Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, che, secondo i pm, con Montante avrebbe stabilito un «patto corruttivo», anche per occultare un presunto video hard con minori che lo avrebbe visto protagonista.

I pm: «Patto corruttivo» tra Crocetta e Montante

In particolare, secondo la Procura, Crocetta, «nella sua qualità» di governatore si sarebbe messo «a disposizione» di Montante. E avrebbe «asservito agli interessi di quest’ultimo e dei soggetti a lui legati gli apparati dell’amministrazione regionale sottoposti, direttamente e indirettamente, ai suoi poteri di indirizzo, vigilanza e coordinamento». Inoltre, Crocetta, nel 2012, avrebbe nominato due assessori della sua giunta, la giovanissima Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, per un «patto corruttivo» stabilito con Montante.

La Procura parla di un «video sessuale con minori»

In cambio Crocetta avrebbe ottenuto la somma di 200mila euro per finanziare la campagna elettorale del suo movimento, “Il Megafono”. Ma anche un intervento di Montante «finalizzato – scrive la Procura – ad evitare la diffusione di un video a contenuto sessuale». Video «che ritraeva Crocetta in atteggiamenti intimi con soggetti minori».

L’ira di Crocetta: «Ma quale video hard. È falso»

Da parte sua Crocetta ha negato con forza sia l’accusa di corruzione sia  comportamenti impropri con minori, dei quali quindi non può esistere alcun filmato. «È tutto falso. Io vengo accusato i pettegolezzi, che ho denunciato tanti anni fa», ha detto l’ex presidente della Regione Siciliana all’agenzia di stampa Adnkronos. «Non sono mai stato con un minorenne. Non esiste alcun video hard con ragazzini tunisini. È un pettegolezzo che – ha sottolineato Crocetta – mi porto appresso dal 2008, quando mi candidai per la seconda volta a sindaco di Gela. Presentai anche una denuncia finita nel nulla. E a distanza di 15 anni ancora si parla di questo video inesistente. Sono senza parole».

«In moto la macchina per creare il mostro»

«La macchina per creare il mostro da sbattere in prima pagine si è messa in moto…», ha proseguito l’ex presidente della Sicilia. «Quando andavo in Tunisia, dal 2003, cioè da quando mi hanno assegnato una scorta, andavo sempre con la Polizia fino al 2017. Che facevo – ha chiesto – i giochetti sessuali con le forze dell’ordine presenti? Ma non scherziamo!». «E poi, se fosse vero sarei già stato indagato o arrestato per pedofilia», ha aggiunto, sostenendo che dietro la storia del video ci sarebbe «anche un pregiudizio sessista, perché un omosessuale deve fare per forza cose zozze».

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