Ventimiglia, il Dpcm non vale per i migranti: continui assembramenti, preoccupazione per diffusione contagio

Da Sanremonews – Nonostante i proclami, gli interventi politici a livello provinciale, regionale e nazionale, non si placa il problema dei migranti a Ventimiglia. La città di confine, proprio come tale, vede la costante presenza di centinaia di persone che, venute via dai centri di accoglienza del Sud Italia dove arrivano con ogni mezzo, tentano il passaggio in Francia, per poi rincorrere il ‘sogno’ di una vita migliora nei paesi del Nord Europa.

Ma, con i continui respingimenti dei francesi e l’arrivo costante nella nostra provincia, costringono i ventimigliesi ad una convivenza con i migranti, spesso difficile e, nel corso di questa pandemia, anche pericolosa con il virus che si può diffondere. La dimostrazione ci arriva questa mattina dalla zona di San Secondo, dove almeno un centinaio di migranti hanno tentato di farsi dare qualcosa da mangiare dalla ‘Scuola di Pace’ che oggi però è chiusa.

Senza dimenticare che, in molti, vivono attorno alla stazione ferroviaria e, negli ultimi tempi hanno anche allestito baracche di fortuna sulle spiagge. Altri si trovano spesso nella zona di Ponte San Luigi, dove alcune associazioni forniscono pasti caldi e, da dove i migranti tentano di passare il confine.

La situazione, seppur meno difficile del 2015 e 2016, sta peggiorando di giorno in giorno anche in funzione dei 19mila respingimenti di migranti, fatti dalla Francia nel 2020. E, tra l’altro, crescono i timori per i residenti delle zone di Ponte San Ludovico e Ponte San Luigi, dove in molte abitazioni sono state installate delle inferriate per evitare che qualcuno possa ‘occuparle’.

Ad oggi la preoccupazione maggiore dei ventimigliesi, però, riguarda la possibile ulteriore diffusione del contagio visto che, come si può vedere dalle foto, per i migranti gli assembramenti sono all’ordine del giorno e, spesso, anche senza la mascherina. Una situazione che deve essere presa in mano da chi di dovere, per evitare ulteriori problemi per tutti, popolazione residente e gli stessi migranti.

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