Vanno in monopattino senza indossare casco: le prime multe a Firenze

I vigili urbani di Firenze hanno comminato le prime contravvenzioni ad alcuni cittadini che si muovevano sui monopattini elettrici senza indossare il casco, come previsto da un’ordinanza comunale entrata in vigore lunedì scorso. I primi due sanzionati sono un italiano di 38 anni e uno straniero di 33 (peraltro risultato non in regola con il permesso di soggiorno e pertanto denunciato): la sanzione da pagare è di 42 euro. Il casco va indossato da tutti, anche dai maggiorenni (la legge invece lo prevede per i ragazzi dai 14 ai 18 anni). I primi giorni la polizia municipale si era limitata a segnalare la nuova regola, quando fermava persone senza casco, poi, al quinto giorno dall’entrata in vigore, sono partite le prime sanzioni.

Parlando a Lady Radio il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha sottolineato che “la sicurezza e la vita delle persone vengono prima di ogni cosa, di fronte a questo non si scherza. La legge già prevede il casco obbligatorio ai minorenni, quindi la nostra non è che sia questa grande rivoluzione. In questo modo parifichiamo tutti, in modo che il trattamento sia omogeneo, perché la morte si rischia a 17 anni come a 40. I dati in Italia sono molto allarmanti: ogni tre giorni abbiamo un incidente gravissimo sui monopattini elettrici. Noi vogliamo incoraggiare l’utilizzo di questo mezzo, ma per farlo dobbiamo creare le migliori condizioni di sicurezza possibili”.

Contro il provvedimento del Comune di Firenze sono già stati presentati due ricorsi al Tar, da parte di aziende che noleggiano monopattini. La loro tesi è che l’ordinanza oltre ad arrecare un danno economico (portarsi dietro il casco ogni giorno potrebbe disincentivare l’utilizzo del mezzo) violerebbe anche il Codice della strada.

Dalla parte di Nardella si è schierata, in prima fila, l’Associazione Gabriele Borgogni, da anni attiva sul territorio in tema di sicurezza stradale. Con il patrocinio di due avvocati ha deciso di affiancare il sindaco al Tar, per sostenere il provvedimento. “In Italia nel 2020 ci sono stati 123 sinistri stradali con monopattino elettrico – afferma Valentina Borgogni, presidente dell’associazione – alcuni dei quali molto gravi ed un decesso. Se si considera il numero ridotto dei monopattini in circolazione ed i lunghi periodi di lockdown che hanno caratterizzato il 2020, il dato è allarmante. Ecco perché l’Associazione Borgogni non può che sostenere con forza e determinazione il provvedimento che considera la vita, e quindi la sicurezza stradale, un bene comune da tutelare. Una tutela che deve necessariamente andare oltre agli interessi economici. Il numero crescente di monopattini sulle nostre strade ha portato a considerarli dei veri e propri mezzi di circolazione, ma nonostante alcune regole che li caratterizzano, vi è molta confusione ed anarchia nel suo utilizzo”.

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