Vaccino, la Lega smaschera l’Europa: “Pubblicato il contratto con AstraZeneca? Intere pagine censurate”

È il giorno della verità? Mica tanto. L’Unione europea ha sì pubblicato il contratto per la fornitura di vaccini firmato con AstraZeneca. Peccato però che molte pagine siano state oscurate. La denuncia arriva da Marco Campomenosi: “Grande operazione trasparenza – ha commentato l’europarlamentare del Carroccio su Facebook -. La Commissione Europea ha pubblicato il contratto con AstraZeneca… contiene pagine intere così!”. Sottostante lo scatto in cui si vede l’accordo completamente annerito. Di diverso parere Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea stamani 29 gennaio esultava così per la pubblicazione: il testo “è chiarissimo, contiene ordini vincolanti con quantità da consegnare a dicembre e nei primi tre trimestri del 2021”. In realtà, viste le righe celate, così chiaro non è.

Il testo è stato al centro di un acceso dibattito tra Ue e l’azienda britannica. Tutto è iniziato quanto la società ha dimezzato e ritardato le dosi di vaccino contro il coronavirus destinate ai paesi europei. Da una parte Bruxelles che ribadiva la necessità di rispettare quanto pattuito. Dall’altra AstraZeneca che negava la presenza di consegne vincolanti delle fiale. Non solo, perché altro oggetto dello scontro è stata la produzione delle dosi nel Regno Unito: secondo l’azienda queste sono riservate da Londra, per la Ue invece il contratto prevede che vengano usate anche per rispettare gli impegni con l’Europa stessa.

Intanto l’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali) darà il via libera alla commercializzazione di AstraZeneca in Europa. Il vaccino dovrebbe avere l’ok per tutte le fasce di età. La decisione arriverà nelle prossime ore. Se fosse sdoganato per tutti, come da attesa, l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) dovrà decidere domani se bloccarlo o meno agli under 65. In mancanza di dati sui più anziani infatti l’antidoto potrebbe essere somministrato solo alla fascia sotto ai 65 anni.

 

 

liberoquotidiano.it

Rispondi