Un Dpcm il 3 dicembre, poi si apre e si chiude a singhiozzo: ecco cosa succede da qui a Natale

In vista del nuovo Dpcm atteso per il 3 dicembre, sembra prendere corpo la strategia dello stop-and-go, con un allentamento delle misure restrittive una decina di giorni prima di Natale e una nuova chiusura proprio a ridosso delle festività.

La strategia dello stop-and-go

Secondo quanto inizia a trapelare, infatti, il governo sarebbe pronto a varare un Dpcm fotocopia di quello attualmente in vigore per prolungarne gli effetti per una ulteriore decina di giorni. Si spera in una flessione della curva dei contagi che consenta di estendere gli orari di apertura dei negozi, in modo da rendere possibili le spese di Natale. La finestra però dovrebbe durare solo una decina di giorni: prima che prendano il via i festeggiamenti veri e propri, dovrebbe arrivare infatti una nuova stretta.

L’allentamento su bar e ristoranti

Gli effetti pratici delle misure dovrebbero essere l’apertura dei negozi fino alle 21 o anche le 22 (con conseguente modifica anche del coprifuoco, attualmente fissato proprio alle 22), per consentire di spalmare gli ingressi su una finestra più ampia. Si parla anche della possibilità di riaprire, ma solo fino alle 18, bar e ristoranti anche nelle zone in cui ora sono consentiti solo i servizi di asporto e consegna. Allo studio vi sarebbe anche una estensione dell’orario alle 22. Ma resterebbero ferme alcune limitazioni come quella, per esempio, di un numero massimo di persone a ciascun tavolo.

Ma la “finestra” si chiude prima di Natale

Le misure di questo venturo Dpcm avrebbero un obiettivo essenzialmente economico, nella speranza che possano puntellare in qualche modo i consumi del Natale. Ma non sono previsti allentamenti per le festività. La finestra per lo shopping dovrebbe chiudersi il 21 o il 22 dicembre; confermato il divieto per qualsiasi tipo di festeggiamento “in grande” sia a Natale sia a Capodanno. Non è chiaro allo stato attuale se ci sarà la possibilità di spostarsi tra regioni, mentre resta ancora aperto il dibattito sulla questione dei 21 parametri individuati dal governo, sentiti i tecnici, per stabilire a quale colore assegnare le singole regioni.

Nessuno spiraglio per feste e cenoni

Resterebbero comunque vietati cenoni e feste, come del resto ribadiscono i continui richiami a festività sobrie sia del governo sia del Cts. “È chiaro che non si potranno fare cenoni di venti persone con zii e cugini. E che non sarà il caso di festeggiare l’anno nuovo in piazza passandosi lo stesso bicchiere come in tempi normali. Il veglione è impossibile, è proprio assurdo parlarne. Questo in ogni caso”, ha ribadito in un’intervista al Fatto quotidiano di oggi Massimo Antonelli, direttore della terapia intensiva della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma e membro del Comitato tecnico scientifico.

secoloditalia.it

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