Ufficiale, firmata nuova ordinanza: “Sono fuori dalla zona rossa”

I due capoluoghi di provincia tornano in zona arancione dopo circa un mese di zona rossa decisa attraverso l’ordinanza firmata dal governatore Marco Marsilio. E’ quanto stabilito dallo stesso Marsilio alla luce della riunione dell’unità di crisi locale che ha preso in esame il quadro epidemiologico abruzzese, comune per comune, andando a verificare dove l’incidenza è più alta. In virtù di questo si è stabilito di far uscire l’area metropolitana, con specifico riferimento alla sua zona sud, dalla fascia con restrizioni più stringenti.

Chieti e Pescara tornano in zona arancione. Da lunedì potranno dunque riaprire i negozi nei due capoluoghi di provincia, mentre lo stesso non potrà accadere a Città Sant’Angelo e Montesilvano. L’incidenza è in calo in tutte le province, fatta eccezione per quella dell’Aquila che ha oggi l’indice di contagio Rt più alto d’Abruzzo. Per questa ragione alcuni comuni sono stati trasferiti in zona rossa: si tratta di Celano, Tagliacozzo e Castel di Sangro, tra gli altri. Per avere un quadro complessivo specifico di tutte le misure bisognerà attendere la comunicazione ufficiale da parte della Regione.

La zona rossa istituita con ordinanza regionale è diversa da quella prevista dal decreto Draghi. In particolare la Regione consente di tenere aperte le scuole dell’infanzia gli asili nido. Marsilio ha detto all’esito della riunione dell’unità di crisi che senza la nuova disciplina del decreto Draghi oggi l’Abruzzo sarebbe rientrato in fascia gialla. Invece si resterà in arancione fino alle festività pasquali. Lo ha confermato la cabina di regia nazionale che ha preso atto dell’ulteriore calo dell’indice Rt, arrivato un valore mediano di 0.95.

L’Abruzzo resta arancione, ma solo per effetto del Decreto Draghi che ha abolito il giallo in questo periodo. Nell’ultima settimana l’Abruzzo ha mostrato un andamento positivo anche se non bisogna trascurare la pressione ospedaliera che rimane critica. L’indice Rt torna sotto 1 attestandosi a 0,96. Rispetto a un quadro generale di peggioramento, con la media italiana a 1,16, l’Abruzzo raccoglie i risultati delle norme restrittive adottate nelle ultime settimane. Se si considera la soglia di 3250 positivi che farebbe scattare la zona rossa in tutta la Regione, con l’incidenza di 250 casi ogni centomila abitanti, l’Abruzzo ne registra 2367, con un miglioramento di 600 casi rispetto alla scorsa settimana.

Le misure restrittive adottate in molti comuni hanno dato risultati positivi. L’incidenza media settimanale si è abbassata nelle province di Chieti, Pescara e Teramo, mentre si registra un incremento nell’aquilano il cui Rt è ampiamente sopra l’1. Un andamento epidemiologico che ha permesso all’unità di crisi di allentare le restrizioni in gran parte dell’area metropolitana a cominciare dai capoluoghi Pescara e Chieti. A partire da lunedì prossimo cessano le misure più restrittive per Pescara, Chieti, Francavilla, Spoltore, Silvi, Pineto e Roseto. Nell’area metropolitana solo Montesilvano e Città Sant’Angelo conservano ancora valori sopra i 250/100.000 settimanali. Nella provincia aquilana scattano le restrizioni in comuni importanti come Celano, Castel di Sangro e Tagliacozzo.

Di seguito l’elenco completo dei comuni soggetti a maggiori restrizioni che, si ricorda, non sono quelle previste dalle ‘zone rosse’ del Decreto Draghi, ma quelle già in essere da tempo in Abruzzo. Per le scuole si conferma l’obiettivo di riaprire dopo Pasqua. Per quanto riguarda la campagna vaccinale prosegue l’intervento sugli ultraottantenni anche attraverso le vaccinazioni domiciliari, si sta completando la vaccinazione del personale scolastico mentre con la ripresa dell’utilizzo di Astra Zeneca verranno coinvolti i medici di base per ampliare la platea degli abruzzesi vaccinati.

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