Uccisa e in pasto a maiali Salvini: “Pena di morte? Qualche dubbio viene…”

Una riflessione notturna di Matteo Salvini ha riaperto il grande dilemma etico sulla pena morte nel nostro Paese.

“Io sono contro la pena di morte, ma devo dire che di fronte a certa infame violenza qualche dubbio mi viene”, ha scritto il leader della Lega sui suoi profili social. Il riferimento è alla 44enne imprenditrice di Limbadi, un piccolo centro della provincia di Vibo Valentia, scomparsa misteriosamente il 6 maggio del 2016. Nelle scorse ore, un collaboratore di giustizia ne ha rivelato l’atroce fine. Sarebbe stata rapita e uccisa per non aver ceduto un terreno a un boss locale della ‘Ndrangheta. Il suo corpo, poi, sarebbe stato dato in pasto ai maiali o “macinato col trattore”.

Quella di Matteo Salvini non è stata altro che una riflessione ma a giudicare dai commenti ricevuti sotto il suo post, il tema in Italia sembra essere molto caldo. Al post di Matteo Salvini, solo su Facebook, sono arrivati oltre 2.5mila commenti e più di 22mila like, oltre alle 1200 condivisioni da parte di chi ha voluto fare anche di più, riproponendo il post di Matto Salvini sulla sua bacheca. Tra chi ha lasciato un segno di apprezzamento al pensiero di Matteo Salvini c’è anche il deputato della Lega calabrese, Domenico Furgiuele. I commenti sotto il post del leader della Lega sono, ovviamente, variegato. C’è chi contesta la sua riflessione e chi la appoggia ma questi ultimi sembrano essere la maggioranza, limitatamente a reati efferati come quello che ha visto suo malgrado protagonista l’imprenditrice calabrese.

“”Per certi crimini non esistono altre soluzioni. Oppure vi sarebbe l’alternativa di riaprire i piombi di Venezia, pane e acque e torture. La morte sarà lenta, ma inesorabile. Non sono pazza, ma certi esseri meriterebbero certi trattamenti”, scrive la signora Angela, appoggiando in pieno l’idea di Matteo Salvini ma proponendo anche un’alternativa altrettanto brutale. “Pensaci tu”, scrive un altro. Il post di Matteo Salvini è molto chiaro, la sua è una riflessione che parte dal presupposto della contrarietà alla pena di morte, come già dichiarato dal leader della Lega pochi mesi fa: “Sono milanese come Beccaria, non concepisco lo Stato che uccide”. Tuttavia, umanamente, qualche dubbio davanti a certi reati, viene. E uno dei commentatori, nel rispondere a Salvini, dà la sua personale interpretazione: “A me viene il dubbio che efferati omicidi avvengono soprattutto perché non c’è la pena di morte”.

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