“Tutti guardavano, nessuno mi aiutava…”. La brutale aggressione in spiaggia

Un vero e proprio incubo quello vissuto da Beatrice Lucrezia Orlando, professoressa di Potenza barbaramente aggredita a Tortora, località in provincia di Cosenza (Calabria). La donna è stata accerchiata mentre si trovava in sella alla bicicletta, e poi brutalmente pestata dal branco, nell’indifferenza generale. Decisa a denunciare quanto accaduto, la docente ha postato le foto del proprio volto martoriato su Facebook, raccontando la sua storia.

L’aggressione

L’episodio, come ricostruito anche dal Messaggero, si è verificato la settimana scorsa, ed ha scatenato una vera e propria polemica, soprattutto fra i cittadini della località, sconvolti da quanto accaduto. La donna si trovava in vacanza quando, per ragioni ancora da chiarire, è stata presa di mira dai suoi aguzzini. “Attenzione. Immagini forti. Non guardare se si hanno problemi di qualunque natura”, inzia così il post della professoressa, che mostra i segni delle percosse rimasti sul suo viso. “Aggredita. In mezzo alla strada da quattro vicini del mare. Senza motivo. Non aggiungo i commenti sulle varie. i lividi e i buchi in faccia sono il minimo. Ero in bici per i fatti miei. Neanche li conosco. Davvero. Non gli ho fatto niente. Mi hanno rotto anche i denti”, continua il post. “Aggredita da quattro. Non fotografo il resto del corpo, devo davvero dire di dove sono? No. Non stranieri. Fa notizia oppure no? Vogliamo agire prima?”. E ancora:“Nessuno mi ha soccorsa. Guardavano e non mi aiutavano”.

Rimasta tramortita a terra, la donna è riuscita in seguito a riprendersi ed a contattare le forze dell’ordine, per chiedere aiuto. “Sono stata portata in un piccolo presidio ospedaliero a Praia dove neppure mi hanno disinfettato le ferite. E non sono riuscita ad alzarmi dal letto per 5 giorni”, ha raccontato la professoressa, come riportato dal Quotidiano del Sud. Poi la denuncia ai carabinieri di Paola e di Potenza, una volta riuscita a tornare a casa.

Ancora poco chiare le ragioni dell’aggressione. Nel corso dell’intervista al quotidiano, la docente ha spiegato che si stava recando dal tabaccaio, intorno alle 19, quando è stata circondata da quattro persone: una donna dall’accento napoletano con la quale aveva avuto degli screzi alcuni giorni prima, e tre mebri della famiglia di quest’ultima.

Adesso spetta agli inquirenti ricostruire le esatte dinamiche della vicenda.

Il ringraziamento ai carabinieri

Beatrice Lucrezia Orlando prova una profonda gratitudine nei confronti degli uomini in divisa e dei medici che si sono presi cura di lei: “Ai carabinieri, la cui umanità e professionalità rimarrà per sempre scolpita nel mio animo e ai medici del San Carlo, che in due giorni mi hanno rimessa al mondo e mi hanno rimessa in piedi e ridato un aspetto quasi umano, oltre la più fausta delle aspettative. Soprattutto, hanno scongiurato il peggio. Grazie è poco”.

Un sentito grazie anche a quelle persone che si sono schierate dalla sua parte:“La vostra solidarietà e vicinanza mi ha toccata profondamente, mi ha commossa e, soprattutto, mi ha dato forza. Grazie per l’aiuto ricevuto. Mi dispiace per tutte le telefonate, messaggi e mail perse. Ero fisicamente impossibilitata a parlare e ho anche il cellulare rotto causa aggressione”.

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