Tragedia del Mottarone, 3 fermi nella notte: “Avrebbero saputo che la funivia era senza freni”

Torniamo a parlare della tragedia del Mottarone. Nelle ultime ore si è fatta largo un’ipotesi davvero atroce, quella dell’errore umano. Dai primi accertamenti, sembrerebbe che uno dei freni della cabina della funivia non abbia funzionato, forse per colpa di una dimenticanza. Nella notte fermati il gestore dell’impianto, il direttore dell’esercizio e il responsabile del servizio. La procuratrice Olimpia Bossi ha spiegato che gli indagati erano consapevoli che la cabina viaggiava senza freni dal 26 aprile, giorno della riapertura.

Insomma, sembra che la procura di Verbania stia facendo dei passi in avanti nel tentativo di dare le prime risposte ai famigliari delle 14 vittime della tragedia del Mottarone e al piccolo Eitan, il bimbo unico sopravvissuto all’incidente, che si sta risvegliando all’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Al centro degli interrogatori soprattutto il “forchettone” che potrebbe aver bloccato il freno di emergenza.

È proprio per colpa di questa piastra che il meccanismo non ha funzionato e quello che si lascia intendere è che qualcuno ‘sapesse’ del malfunzionamento della funivia del Mottarone. Il riserbo di chi indaga senza sosta è massimo e nessuno lascia trapelare nulla rispetto al ruolo rivestito da chi in queste ore viene iscritto nel registro degli indagati. Neppure il numero viene detto con chiarezza.

Ma è tutto da vedere. L’unica cosa che ci sentiamo di dire con certezza è che in caserma a Stresa i carabinieri hanno raccolto le testimonianze di sei dipendenti della società che gestisce la funivia Stresa-Mottarone e a cui sono in carico “i controlli giornalieri e settimanali previsti dal regolamento e dal manuale di uso e manutenzione” dell’impianto.

 

Poco dopo, sempre nella giornata del 25 maggio, in caserma hanno fatto ingresso in caserma due avvocati, un “chiaro segnale” che qualcosa nell’inchiesta del Mottarone sta accelerando spiega una fonte. Se stamattina il procuratore di Verbania Olimpia Bossi era propensa a procedere con calma forse qualche affermazione dei testimoni ha reso necessario il cambio di passo.

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