Terrorismo, la Ue avverte Facebook e Youtube: cancellate i contenuti entro un’ora o multe pesanti

L’Europa prova a contrastare la minaccia del terrorismo tentando di arginare anche la diffusione online. E interviene anche sui social network più inportanti, come Facebook e Youtube, ordinando loro di rimuovere dalle proprie piattaforme quei contenuti legati ad attività propagandistiche del terrorismo in tempi brevissimi.

Dovranno farlo entro un’ora dalla loro segnalazione. Altrimenti social network rischieranno ingenti multe. Lo stabilisce l’accordo raggiunto dai negoziatori delle istituzioni europee.

In un tweet, il Ppe, il principale gruppo all’Europarlamento, ha riferito che l’accordo è stato raggiunto.

“Fin dagli attacchi di Parigi, abbiamo messo la sicurezza degli europei in cima all’agenda della Ue. Per proteggere i nostri confini e prevenire il terrorismo. Ora abbiamo aggiunto un altro pezzo al puzzle: mettere offline i contenuti terroristici“, scrive il Ppe.

In caso di violazioni sistematiche, le aziende potrebbero essere sanzionate per somme pari a cospicue percentuali del loro fatturato, secondo l’accordo raggiunto tra Parlamento europeo, Commissione europea e stati membri, riferiscono fonti della Dpa.

In base all’accordo, l’ordine di rimuovere i contenuti terroristici potrà giungere anche dalle autorità di uno dei Paesi membri.

Questo modello verrà applicato a tutte le aziende che forniscono servizi Internet all’interno della Ue.

E questo a prescindere se la loro sede sia all’interno dell territorio dell’Unione.

Il piano sul contrasto online al terrorismo dovrà tuttavia essere formalmente approvato dai vari Paesi Ue e anche dall’Europarlamento.

“L’accordo contro la disinformazione terroristica è sicuramente da accogliere positivamente ma riteniamo che sia ora necessario obbligare le piattaforme a rispettare la libertà d’espressione, tutelando la sovranità digitale”, osserva il parlamentare di Fdi Federico Mollicone.

”Troppe volte, le piattaforme digitali censurano, in base ad un algoritmo, contenuti che esprimono libere opinioni. Sarebbe necessario estendere il perimetro del sistema sanzionatorio anche su questo”, si augura il deputato di Fratelli d’Italia.

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