“Sulle unghie lo smalto, nel cervello la ruggine”. Vittorio Sgarbi contro Fedez, la risposta del rapper è pesantissima

Non scorre buon sangue tra Fedez e Vittorio Sgarbi, questo ci sembra un dato incontrovertibile. Il critico d’arte che non ha apprezzato i commenti del cantante nei suoi confronti, ha deciso di dedicargli “Un post ogni giorno”. L’origine di tutto ciò è stato spiegato dallo stesso Sgarbi sulla sua pagina Facebook: “Da quando il fetacchione mi ha gratuitamente attaccato in una delle sue patetiche storie su Instagram, mi sono promesso di dedicargli un giorno sì e l’altro pure un pensierino affettuoso”.

Fedez contro Vittorio Sgarbi

Ed ecco che inizia la guerra a colpi di post. Vittorio Sgarbi ha postato su Twitter una foto di Fedez che fa la linguaccia, accanto l’immagine della sua mano con le unghie smaltate e a corredo il commento: “Sulle unghie lo smalto, nel cervello la ruggine”. Pronta la risposta di Fedez: “Ma esattamente che problemi ha il signor Sgarbi? Per il senatore le priorità del paese sono lo smalto sulle unghie? Il tenore dei commenti poi è agghiacciante”.

Fedez contro Vittorio Sgarbi

Un altro scontro era avvenuto prima, durante il “Caso Salmo”, ovvero il concerto non autorizzato a Olbia del 13 agosto, con tantissime persone a cantare e ballare sotto il palco e senza rispettare le normative anti Covid. Il concerto aveva fatto infuriare tantissimi artisti come Alessandra Amoroso e Fedez.

Ma a prendere le difese di Salmo ci fu proprio Sgarbi sottolineando la lettera allo Stato che il rapper ha letto prima del concerto in cui ricordava che il centro di Olbia “è sempre affollato” esattamente come Riccione. “La differenza tra il falso Fedez e l’autentico Salmo – tuonava Sgarbi in un video – è nel riconoscere la realtà. Ci sono state malattie, il pericolo non è solo il covid, e le persone si muovono e vivono in vacanza lo stesso”.

La polemica naturalmente non tende a sgonfiarsi. E se da una parte c’è il rapper milanese che critica il senatore Sgarbi di perdere tempo per delle sciocchezze e che “lo stipendio te lo paghiamo noi”, dall’atra il critico d’arte non minimizza e colpisce duro, incurante di tutto. Come andrà a finire? Nessuno lo sa con certezza.

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