Sport sotto choc: il supercampione è morto

Il mondo della pallacanestro perde una delle sue leggende. È morto a 86 anni Elgin Gay Baylor, ex cestista, allenatore e dirigente sportivo capace di lasciare un segno indelebile nella NBA.

Ad ufficializzare la notizia del decesso della grande gloria sono stati i Los Angeles Lakers attraverso un lungo comunicato. Tantissimi i messaggi di cordoglio per l’ex giocatore gialloviola, che ha vissuto un’avventura in panchina con i Los Angeles Clippers, e che ha guadagnato un posto nella prestigiosa hall of fame.

Tutto il panorama cestistico a stelle e strisce piange la morte di Elgin Gay Baylor. Il classe 1934 che ha dedicato tutta la sua vita al basket, si è spento circondato dall’affetto della sua famiglia, per cause naturali. In una nota ufficiale si leggono le parole della sua compagna: “Era l’amore della mia vita e il mio migliore amico. Mi ha sempre stupito il suo coraggio, la sua dignità e il tempo che ha dedicato anche a tutti i tifosi. Chiediamo a loro di poter piangere la sua morte in privato”. 

Chi era Elgin Baylor, la carriera della leggenda NBA
Dall’esordio nella NCAA fino all’approdo nei Minneapolis Lakers, Baylor si è rivelato un vero e proprio predestinato del parquet, con una media punti eccezionale per un debuttante nella NBA valsagli gli onori di Rookie of the Year.

Ha giocato per 14 stagioni tra Minneapolis e Los Angeles Lakers, guadagnando 11 volte l’NBA All-Star con 10 presenze in First Team All-NBA. Dopo essersi ritirato dal basket nel 1971, Baylor ha continuato a lavorare come allenatore per i New Orleans Jazz e vicepresidente per i Los Angeles Clippers.

Il suo nome è stato inserito nella Hall of Fame nel 1977 con i Lakers che hanno deciso poi di ritirare la maglia numero 22 in suo onore, dedicandogli anche una statua all’esterno dello Staples Center.

 

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