“Sono morti soffocati”. Viviana Parisi e Giole, i risultati dell’ultima perizia: “E dopo ecco cosa hanno fatto ai loro corpi”

Viviana Parisi e Gioele Mondello, a molti mesi dal ritrovamento dei corpi per la famiglia qualcosa ancora non torna. Solo poche settimane fa il procuratore di Patti ì Angelo Vittorio Cavallo aveva ribadito la versione della Procura ai microfoni di AdnKronos. “Al di là delle risultanze oggettive delle consulenze, abbiamo vagliato tutte le ipotesi alternative, confrntando ed incrociando dichiarazioni, risultati di tabulati telefonici, indagini tecniche, accertamenti genetici eccetera e per tale motivo non condividiamo le conclusioni dei consulenti di parte, che riteniamo quanto meno ardite”.

“Gli esami sul piccolo Gioele richiederanno ancora qualche tempo alla luce delle condizioni in cui è stato ritrovato”, aggiunge il magistrato.”Anche questo esame ad opera dei consulenti di parte è stato fatto, nel rispetto del codice, per mero spirito di collaborazione ed esclusivamente perché siamo alla ricerca della verità e non abbiamo nulla da nascondere – dice – tutto ciò al pari degli altri esami da noi già svolti in passato e che le parti ci hanno chiesto di ripetere (vedi esami all’interno della vettura o sul traliccio). Ovviamente senza apportare alcun elemento di novità alle indagini”.

Una versione che la famiglia non accetta. Secondo i periti di parte Viviana e Gioele sarebbero precipitati contemporaneamente all’interno di un invaso con circa 50 centimetri d’acqua sul fondo. La donna si è fratturata diverse parti del corpo tra cui due vertebre perdendo coscienza e sensibilità, morendo poi per asfissia.

Una sorte simile per il piccolo Gioele che avrebbe avuto un forte trauma cranico ma sarebbe poi morto anche lui per asfissia. I corpi sarebbero poi stati estratti dal pozzo da un ignoto e abbandonati nel bosco in cui sono stati poi ritrovati. “Non è dimostrata alcuna uccisione del piccolo Gioele da parte di Viviana, nessun suicidio e/o lancio dal famoso traliccio di Viviana”, spiegano i periti.

E ancora: “In realtà è un’abile messinscena organizzata da una ‘combinazione criminale motivata e coinvolta’ tramite la traslazione dei cadaveri in zone sensibili proprio per inscenare il suicidio o la disgrazia ed allontanare da sé ogni responsabilità”. La parole fine su una storia triste e terribile sembra ancora lontana dall’essere scritta.

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