Sondrio, medico finisce in terapia intensiva dopo la 1ª dose di vaccino Pfizer. Ma “rassicurano”: “Nessun allarmismo”

Da Today – Un medico di base della provincia di Sondrio, che a fine dicembre si era vaccinato contro il coronavirus nell’ospedale Civile, è stato ricoverato per covid all’ospedale Morelli di Sondalo (Sondrio). Il medico non è in gravi condizioni e non è ricoverato in terapia intensiva. Nessun allarmismo sul caso. Nulla di strano e niente di cui preoccuparsi. Ma cosa è successo? Stando a quanto ha spiegato il direttore generale dell’Ats della Montagna, Lorella Cecconami, è probabile che l’uomo fosse già positivo senza saperlo quando gli è stata inoculata la prima dose del vaccino.

Il medico positivo al coronavirus e ricoverato dopo la prima dose di vaccino: cosa è successo
Le persone vaccinate non sviluppano fin da subito gli anticorpi necessari per tenere a bada Covid-19. Sappiamo dagli studi clinici che ci vogliono dai dieci ai quattordici giorni per iniziare a sviluppare una protezione contro il virus: la prima dose garantisce una protezione intorno al 50% e solo una settimana dopo la seconda dose si arriva al 95%.

Non stupisce dunque che prima della dose di richiamo si possa contrarre l’infezione. Non solo: visto e considerato che il vaccino ha un’efficacia del 95% (e non del 100) un’esigua minoranza di persone potrebbe ammalarsi anche dopo aver ricevuto la seconda dose. “Ripeto fino alla nausea – ha spiegato nei giorni scorsi su Twitter il virologo Roberto Burioni -, nessun vaccino può offrire una protezione prima di 15 giorni dalla sua somministrazione. È inutile cercare di spaventare le persone: per produrre anticorpi il nostro organismo ci mette del tempo. Fatevene una ragione”.

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