Sofa-gate, Mario Draghi “commissaria” Luigi Di Maio: attacco ad Erdogan, “il grillino ha saputo tutto dopo”

La sostanza? Luigi Di Maio sembra esserre stato commissariato da Mario Draghi. Questo è quanto si percepisce dall’esterno. Il grillino, pur essendo titolare del ministero degli Esteri, sembra non avere il pieno controllo di quello che accade a livello internazionale. Pare, infatti, che Di Maio abbia saputo solo in un secondo momento della dura dichiarazione di Draghi su Recep Tayyip Erdogan. Il premier ha definito il presidente turco un “dittatore” dopo il sofa-gate. Il titolare della Farnesina, però, era fuori zona, impegnato a concludere una missione in Mali, e non aveva ancora detto nulla sul caso Ursula von der Leyen. Draghi lo ha anticipato.

 

Dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio, la Turchia ha convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara. Intercettato dai giornalisti di ritorno dall’Africa, il grillino ha commentato le parole del premier e la dura reazione turca così: “Sto per sentire Draghi e concorderemo tutte le iniziative”. Era scontato che Mario Draghi avesse il controllo dei rapporti con l’Unione europea visti i suoi trascorsi, ma non era scontato il fatto che imponesse una svolta così netta nell’ambito dell’intera politica estera italiana. Di fatto relegando Di Maio in un angolo.

Anche nel viaggio in Libia si è notata una vera e propria esautorazione del ministro pentastellato. E’ vero che il premier ha deciso di portare con sé Di Maio, ma in realtà poi è stato lui l’unico protagonista della scena. Intanto il governo turco, come scrive il Giornale in un retroscena, sarebbe rimasto sorpreso per la dura reazione di Draghi. Con Giuseppe Conte, infatti, si erano abituati a un’Italia molto più mite. Lo si è notato in occasione della liberazione di Silvia Romano. A quest’ultima venne fatto indossare un giubbotto anti proiettile con lo stemma della mezzaluna: un modo per rivendicare il successo politico-diplomatico solo turco.

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