“Si spegne la luce”. Silvio Berlusconi, l’annuncio improvviso

«Quella che l’Italia e il mondo stanno attraversando sarà ricordata dagli storici del futuro come la prima grave crisi mondiale del Ventunesimo secolo, forse la prima in assoluto nella storia ad avere caratteristiche globali». Lo dice il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che spiega: «A nessuno si può imporre il vaccino, ma chi decide di non vaccinarsi deve accettare le limitazioni che ne derivano».

«Un Paese fragile come il nostro avrebbe bisogno della massima unità possibile. E’ quello che abbiamo provato a realizzare, prendendo per primi l’iniziativa di un governo di emergenza, che raggiungesse il massimo di unità possibile, che consentisse di mettere al servizio del Paese le persone e le politiche di più alto livello, andando al di là degli interessi di parte:

è in questo spirito che abbiamo voluto Mario Draghi alla presidenza del Consiglio, lo stesso Draghi che in passato i nostri governi avevano indicato alla guida di Bankitalia e poi della Bce, vincendo le resistenze poderose dalla Germania». E insiste:

«Bisogna continuare a lavorare su questa strada, nel modo più unito possibile. Per questo sono preoccupato dal fatto che il Paese si stia dividendo nella più assurda delle polemiche, quella sui vaccini. E’ del tutto illogico dare una caratura ideologica o politica a una questione che è prettamente scientifica.

Non parlo solo del green pass, che è una misura di buon senso alla quale noi siamo assolutamente favorevoli così com’è, ma che – come ogni strumento – naturalmente può essere discusso e migliorabile come legittimamente chiedono i nostri alleati. Parlo proprio del fatto che – se la grande maggioranza degli italiani è fortunatamente consapevole della necessità e dell’importanza del vaccino,

non solo come mezzo di protezione individuale, ma come strumento per tutelare la collettività e il diritto degli altri a non essere contagiati – esiste però una minoranza non irrilevante e molto rumorosa che contesta tutto questo: sono necessari senso di responsabilità, unità nazionale, nessuna strumentalizzazione politica. Altrimenti rischiamo di spegnere la luce che comincia a vedersi in fondo al tunnel».

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