Scuole chiuse, nuova ordinanza: riaperture slittano all’1 febbraio

La decisione è quasi presa: anche nelle Marche, presumibilmente, la riapertura delle scuole superiori prevista per il 7 gennaio slitterà (almeno) all’1 febbraio. La stessa linea è stata scelta in mattinata anche a in Veneto e in Friuli Venezia Giulia (clicca qui per leggere la notizia). Con grande attenzione nei confronti dei giovani, l’assessore Giorgia Latini ha anticipato ai rappresentanti della Consulta regionale degli studenti la volontà della giunta Acquaroli.
Anche se la decisione ufficiale non si saprà prima delle ore 18 di oggi – verso quell’ora è prevista la riunione della giunta regionale che precede il provvedimento tra i più attesi degli ultimi tempi –, l’orientamento che si vada in questa direzione è molto forte. Anche perché le Marche a rischiano di entrare in zona arancione nella prossima divisione dei colori (probabilmente l’11 gennaio) presumibilmente a fine della settimana perché il Comitato tecnico scientifico ha rivisto, ristringendole, le soglie Rt: basterà un valore uguale o superiore all’1 per entrare in zona arancione e 1,25 per la zona rossa. Un dato che interessa molto le Marche che, all’ultima rilevazione con dati relativi alla settimana 21-27 dicembre, aveva un valore sul crinale della zona arancione: 0,99. (Continua..)

“Con le nuove soglie – spiega Andrea Sebastianelli, presidente regionale della Consulta degli studenti che ha incontrato l’assessore Latini – le Marche sono al limite della zona arancione. Altre regioni, come Veneto e Friuli Venezia Giulia, hanno già emanato una ordinanza che comunica il posticipo del ritorno alla didattica in presenza al 31 gennaio 2021. Secondo quanto ci ha illustrato l’assessore Latini, le Marche hanno intenzione di posticipare il rientro, per evitare di tornare a scuola consapevoli che pochi giorni dopo la Regione entrerà probabilmente (visto l’aumentare della curva epidemiologica) in zona arancione, fatto che determina l’inevitabilmente ritorno alla didattica a distanza al 100%”.

Inoltre si attende anche il nuovo dpcm visto che il dpcm Natale scade il 15 gennaio. Nonostante la voglia di tornare in presenza i ragazzi hanno compreso la serietà della situazione. “Eravamo già scettici sulla riapertura – conclude Sebastianelli –. Dopo le nuove valutazioni non posso che essere d’accordo con la decisione che la Regione ha intenzione di prendere. Riaprire per poi richiudere dopo pochi giorni significherebbe rendere vano i lavoro di settimane per il ritorno in sicurezza a scuola. Ora dobbiamo lavorare e programmare il ritorno anche sul front dei trasporti. Che il 7 gennaio non diventi una bandiera politica perché se le condizioni non sussistono, ben venga un passo indietro”. (Continua..)

Ad anticipare questa decisione era stato, in mattinata, il vicepresidente Regione Mirco Carloni: “Stamattina stiamo pensando ad una ordinanza che dal 7 scuole (superiori, ndr) saranno chiuse nelle Marche a tutela dei nostri concittadini e cerchiamo contemporaneamente di mantenere la nostra regione in zona gialla per evitare ulteriori danni all’economia”. “Stanotte il governo ha comunicato la volontà di restringere i parametri – affonda Carloni -. Ciononostante le scuole verranno riaperte il 7 (salvo chi è in zona rossa). Io ho ribadito, puoi ascoltare mio intervento alla Conferenza Stato Regioni, che è un controsenso restringere i parametri per fare scattare la zona arancione a rt superiore ad uno perché giustamente preoccupa l’aumento della curva dei contagi cosi come la pressione sugli ospedali e poi riaprire le scuole.

Delle due l’una:

se il contagio va ridotto il sacrificio non va chiesto solo a commercianti e palestre cosi come a coloro che stanno vedendo il loro lavoro chiuso e dall’altra parte si riapre l’attività scolastica sapendo che il contagio avviene ormai con evidenza dentro le case non nei ristoranti o nelle palestre”. “Stiamo pensando che sia giusto evitare la riapertura delle scuole in presenza dal giorno 7, con il rischio di vedere aumentare i contagi”, conferma Carloni parlando con i giornalisti a margine della presentazione dello stato dell’economia del Pesarese curato dalla Cna provinciale. Per il numero due di Palazzo Raffaello, “è evidente che la positività più alta sia tra i giovani dai 10 ai 19 anni, asintomatici, ma vettori di contagio, anche in relazione della variante inglese. Stiamo lavorando perché le Marche restino nella fascia gialla e pensiamo che le lezioni per gli studenti delle scuole superiori debbano continuare a distanza. La valutazione definitiva – ha concluso Carloni – la farà il presidente Acquaroli entro oggi”.

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