Scaraventata dentro il box doccia e stuprata in 4 a turno: spunta un video choc del figlio di Beppe Grillo

Il figlio di Beppe Grillo e i suoi tre amici, tutti accusati di stupro di gruppo nei confronti di due ragazze, rischiano grosso. La procura di Tempio Pausania, infatti, ha chiuso le indagini per la presunta violenza sessuale avvenuta la notte del 17 luglio 2019 in un golf club di Cala di Volpe, in Costa Smeralda, in Sardegna. Quella notte, – si legge sulla Stampa – in uno degli appartamenti c’erano quattro amici di Genova e due ragazze, tra questi anche Ciro Grillo, il figlio del garante e fondatore del Movimento 5 stelle. Durante una serata a base di vodka alla discoteca Billionaire, avevano conosciuto due ragazze di Milano e le avevano invitate per una spaghettata proprio a casa di Ciro Grillo. La ricostruzione di quella notte, fatta dall’accusa, adesso è agli atti

“I quattro costringevano e comunque inducevano X, abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica dovuta all’alcol, a subire e compiere atti sessuali…”. «Entravano e uscivano dalla stanza ridendo tra loro e ostruendo il passaggio a Y, quando, divincolatasi, la ragazza tentava di allontanarsi, consentendo in tal modo a Corsiglia di raggiungerla nuovamente, di afferrarla e spingerla nel box doccia del bagno, dove la costringeva a subire un ulteriore rapporto”. “La forzavano a bere della vodka, afferrandola per i capelli e tirandole indietro la testa e la costringevano e comunque la inducevano a compiere e subire ripetuti atti sessuali”.

La procura – prosegue la Stampa – ha sequestrato alcuni video nei telefoni dei quattro amici. In uno di questi, Ciro Grillo compie un atto sessuale su una ragazza sfinita dall’alcol, inerte, addormentata. Non è stata una notte di sesso consenziente, come subito aveva cercato di sostenere la difesa, appena la notizia della denuncia era diventata pubblica. Le immagini sequestrate nei telefoni dei quattro amici, secondo la procura, dimostrerebbero il contrario: è stata una notte da incubo. Agli atti dell’indagine ci sono anche alcune frasi scritte sui social, attribuite a Ciro Grillo: “La tua bitch mi chiama”. “Ti stupro bella bambina attenta”.

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