Scambiata in culla: “3 milioni per la mia vita d’inferno”

La storia di Ana e Maria, nomi di fantasia scelti dal quotidiano spagnolo La Rioja, è una di quelle vicende che sono più facili da immaginare in un film o in una serie tv che nella realtà. Un terribile errore umano ha voluto che nel 2002, quando si incontrarono per la prima volta in sala parto, le due neonate venissero scambiate. Oggi Maria, per l’errore commesso e tutte le conseguenze che ha portato, richiede 3 milioni di euro al ministero della Salute spagnolo.

La disattenzione è avvenuta 19 anni fa nell’ospedale San Millàn di Logrono, una cittadina situata nel nord Spagna. La prima a nascere è Ana, circa cinque ore prima di Maria. La bimba però ha un problema: pesa poco più di 2,5 chilogrammi. Essendo sottopeso, i responsabili dell’aerea maternità decidono di trasferirla immediatamente nell’incubatrice. Anche Maria è sottopeso e perciò viene messa sotto osservazione anche lei. La disattenzione del personale sanitario porterà le ragazze allo scambio di famiglie e per Maria, in particolare, si tratterà di un errore che le cambierà radicalmente la vita. In peggio.

La bambina finisce per avere due genitori, non suoi, completamente incapaci di prendersi di cura di lei. Sarà per questo motivo che la nonna verrà nominata tutrice legale della piccola da un giudice. Nel 2017, quando Maria ha ormai 15 anni, il papà smette di pagare gli assegni per gli alimenti insinuando che la ragazza non sia sua figlia biologica. Ed è il test del Dna che rivela la verità: non c’è nessun legame tra i due. Un altro esame fatto poco tempo dopo ha chiarito l’assenza di relazione genetica anche con la donna che Maria considerava sua madre.

“Ditemi chi sono”, riporta El Paìs, sono state le parole della ragazza quando si è rivolta allo studio legale che la segue. José Sàez-Morga, l’avvocato che gestisce il caso, ha spiegato che l’indagine è partita dall’Ispettorato Sanitario di La Rioja e inizialmente le possibili donne con cui poteva coincidere la denuncia erano ben 17. Dopo attente analisi e aver ripercorso la vita di Maria si è arrivati ad Ana. Stando a quanto crede il legale, la pista più ovvia è che siano stati scambiate quando sono state messe nelle incubatrici. Erano una vicino all’altra, precisamente alle numero 6 e 7.

Per l’errore che ha cambiato notevolmente la sua esistenza, Maria ha intrapreso una battaglia legale. Chiede un risarcimento di tre milioni di euro al ministero della Salute per la vita che è stata costretta a vivere. Il ministero, per l’errore commesso, ha proposto un accordo di 215mila euro. Il governo riojano invece, afferma Sàez-Morga, sostiene che non ci sia “nessun nesso di causalità o atti lesivi” e perciò Maria dovrebbe sopportare quanto le è accaduto. Anche perché non è ormai possibile individuare il responsabile di quello sbaglio.

Per quanto riguarda Ana, invece, che è informata dei fatti, secondo El Paìs, non sarebbe interessata ad incontrare Maria.

 

ilgiornale.it

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