“Sapete qual è l’unica cosa bella di Fedez?”. Vittorio Sgarbi a gamba tesa sul rapper milanese e Chiara Ferragni

Sulla polemica del giorno non poteva di certo mancare lui, Vittorio Sgarbi. Parliamo ancora di Fedez e del concerto del 1° maggio ed è qui che il parlamentare e sindaco di Sutri ha detto la sua. Come sappiamo, coraggiosamente, Fedez ha criticato i ritardi del disegno di legge Zan sull’omofobia attaccando la Lega e denunciando un presunto tentativo di censura da parte di Rai 3 sul contenuto del suo intervento.

A questo punto si infila Sgarbi: “Se decidi di partecipare al concerto del Primo Maggio parli di lavoro, non fai un comizio per attaccare i tuoi avversari”, taglia corto Sgarbi che negli ultimi giorni aveva incrociato le lame più volte con il noto cantante proprio sul Ddl Zan. Ma non è finita qua perché sempre secondo Sgarbi, Fedez si sarebbe dovuto limitare a qualche dichiarazione sul lavoro, che tra l’altro c’era nel suo intervento. “Diversamente il tuo ruolo non è quello dell’artista, ma di un militante che utilizza il servizio pubblico per propagandare le proprie idee politiche”, dice il critico d’arte. Oltretutto Sgarbi, nelle scorse settimane aveva già criticato la campagna di Fedez e della sua compagna Chiara Ferragni a sostegno del disegno di legge contro l’omofobia. (Continua a leggere dopo la foto)

 

“Non sono contrario ai diritti di ogni persona che deve poter sviluppare liberamente le proprie tendenze sessuali. Ciò che non accetto è l’imposizione verso giovani sotto i 14 anni ai quali si vuole imporre una visione secondo la quale essere etero o non esserlo è la stessa cosa. Sono contrario all’imposizione di questa visione”. (Continua a leggere dopo la foto)

E conclude: “Non hai diritti”, aveva spiegato Sgarbi. Un punto di vista opinabile ma che di certo va rispettato, il problema è che il senatore non si limita a questo. Poco dopo è andato oltre e ha fatto infuriare i fan del rapper milanese e della stilista asserendo: “L’unica cosa positiva di Fedez è la Ferragni”. Ecco, questo è il dibattito aperto e chiuso di un senatore della repubblica, nonché sindaco di un comune nel viterbese.

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