Salvini contro Conte e Speranza: Natale blindato? «Almeno ricordatevi dei figli di genitori separati»

Salvini sul Natale di governo blindato tuona in aula contro Conte e Speranza: chiusure? «Almeno ricordatevi dei figli di genitori separati». Sulle controverse misure del governo in vista del Natale, Salvini spara a zero su premier, ministri e esperti nominati. Specie per quanto riguarda il commissario straordinario Arcuri, contro le cui mansioni da “assopigliatutto” Salvini riserva un capitolo a parte del suo intervento al Senato di oggi. E così, ospite in radio e intervenendo in Aula, boccia senza riserve la linea dura varata dall’esecutivo col Dpcm Natale. Partendo, nella diversità delle recriminazioni e delle disposizioni, da un semplice presupposto di buon senso: nelle feste «va almeno tutelato l’affetto, tra genitori e figli, nonni e nonne. Nessuno pensa a veglioni e trenini, ma dire di no ad andare a trovare i genitori che non vedi da mesi, non è giusto».

Chiusure di Natale, Salvini contro Conte e Speranza

Anche perché, sottolinea il leader del Carroccio ospite di Nsl Radio, «si può fare in sicurezza. Uno prende la propria macchina e va a trovare i genitori. Mica sale in metropolitana, che non è così sicuro». E ancora: «Testa e prudenza prima di tutto. Ma serve buon senso». Già, il buon senso: dove è andato a finire? Su cosa si confrontano ministri e premier quando esaminano disposizioni e rischi, costi e benefici legati a ogni singola iniziativa che, nove volte su dieci, si risolve in un divieto? In una trasgressione da sanzionare amaramente?

«Almeno ricordatevi dei figli di genitori separati»

Domande che affollano i pensieri degli italiani. A partire dall’ex ministro della Lega, che commentando le chiusure natalizie paventate dal governo, intervenendo in Aula, in Senato, dopo le comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, insiste: «Nessuno pensa all’urgenza di andare a trovare il fidanzatino o l’amante, dall’altra parte dell’Italia. Ma siccome pare che avete deciso di chiudere per Natale, almeno ricordatevi dei milioni di genitori separati e divorziati, dei loro figli. Dei bambini che hanno diritto di stare almeno a Natale con i genitori». E infine: «Non stiamo parlando di qualche viziato che vuole andare a divertirsi sulle montagne»…

Salvini: «Non lascio in mano ad Arcuri la salute dei miei figli»

E dagli attacchi al governo, a quelli a un esperto nominato dal governo. Salvini non fa sconti nemmeno ad Arcuri, sul quale, sempre intervenendo in Aula a Palazzo Madama, esordisce dicendo: «Vaccini? Tutto in mano a superman Arcuri. Gli è stata affidata la gestione delle mascherine dell’ossigeno: pessimo. Le scuole: pessimo. L’app Immuni: pessimo. Ora – aggiunge ironicamente nella tirata finale – visto che ha avuto successo su tutto, gli si concede pure la gestione dei vaccini». Ma. è la stoccata finale della sua arringa: «Io – avverte Salvini – non lascio in mano ad Arcuri la salute dei miei figli»…

Parliamo dei malati non covid…

E allora, anche di questo vorrebbe parlare il leader leghista col ministro Speranza. Delle falle e degli errori del governo nel cercare di gestire l’emergenza sanitaria. Delle scelte controverse e delle opzioni suggerite a profusione dall’opposizione di centrodestra e mai prese in considerazione. Del Covid e non solo. Tanto che, c’è un altro punto che per l’ex ministro resta inevaso e di cui, sottolinea nel suo intervento al Senato, vorrebbe parlare con Speranza. Ed è quello che riguarda «i malati non-covid». Per i quali, rileva Salvini, «ci sono liste di attesa spaventose». Ed entrando nel dettaglio, aggiunge anche polemico: «Ci sono i malati oncologici che qualcuno ritiene italiani di serie B».

Salvini al governo: medici e infermieri? Neanche 1€ di premio…

Quindi, l’ultimo affondo. Dopo il richiamo all’ordine sui malati – non solo Covid – che investe il governo, e riguarda i medici, Salvini chiude la questione più tranchant che mai. E lapidario, ammonisce: «Smettete di chiamare eroi, medici e infermieri, se non gli concedete neanche un euro di premio sullo stipendio. È solo una presa in giro». E a giudicare dal cahier de doleances, non è nemmeno l’unica…

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