Ricoverato per Covid il prete che aveva esortato a bere vino: «Gli astemi non vanno in paradiso» (video)

Don Pietro Cesena, il prete piacentino il cui video della messa di Natale era diventato virale, è risultato positivo al Covid. Il prete è stato ricoverato in ospedale. Nel corso della predica il prete 62enne di Borgotrebbia (Piacenza) aveva scherzosamente esortato i fedeli a mangiare e bere abbondantemente vino «poiché gli astemi in Paradiso non entrano». Nella notte tra venerdì e sabato il sacerdote si è sentito male ed è stato portato in ospedale.

Il prete piacentino è stato ricoverato

Il sacerdote è stato ricoverato nel reparto di pneumologia dell’ospedale di Piacenza in osservazione. Gli è stata diagnosticata una polmonite bilaterale ed è risultato positivo al coronavirus, anche se le sue condizioni non sembrano gravi.

L’omelia

Durante l’omelia il prete aveva detto: «Vi invito oggi a mangiare bene e a bere con abbondanza, ma non la Coca-Cola! Vino buono, perché il vino è segno della vita eterna! In paradiso fratelli miei gli astemi non potranno entrare, perché si beve il vino». Il video dell’omelia di Natale, interrotta da scroscianti applausi dei fedeli presenti, era diventato virale sui social.

Il prete piacentino molto popolare

Don Cesena è un sacerdote molto popolare a Piacenza ed è già balzato alla ribalta delle cronache quando nell’aprile scorso pagò una multa di 400 euro per aver detto messa con i fedeli presenti in un periodo in cui era vietato. All’epoca disse: «Non  pagate le multe della polizia, non abbiate paura di venire a messa. È anticostituzionale, è qualcosa di oppressivo. Andremo dai giudici e tutto questo vedrete che verrà messo in discussione!». E poi ancora: «La gente sta impazzendo – aveva detto dall’altare don Cesena – il coronavirus ci sta tenendo chiusi nella case. L’esperienza cristiana è proprio l’opposto, è andare incontro agli altri. Le porte della Chiesa sono chiuse, ma Cristo supera tutte le barriere e le porte. Non ci mancano solo i soldi per far ripartire e ricominciare. Per quello serve anche altro».

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