Razzo cinese incontrollato, “ridotto di tre ore il margine di incertezza”: cosa cambia per l’Italia

La finestra di incertezza relativa al rientro incontrollato in atmosfera del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B” si è ridotta. Lo riferisce la Protezione Civile, ma cosa significa questo per l’Italia? Il rientro è previsto per questa notte e le tre traiettorie che potrebbero interessare alcuni settori di nove Regioni centro-meridionali italiane si collocano tra l’1 e le 7.30. Il Dipartimento della Protezione Civile ha però fatto sapere che “resta remota” la probabilità che uno o più frammenti possano cadere sul nostro territorio.

Ovviamente il monitoraggio delle possibili traiettorie prosegue senza sosta, ma allo stesso tempo non è necessario alcun allarmismo: “Ipotizzando mille oggetti spaziali con le stesse caratteristiche in rientro incontrollato nello stesso momento – ha scritto il Dipartimento della Protezione Civile su Twitter – in tutto il mondo non sarebbero più di tre le persone coinvolte. Il Dipartimento, insieme ai centri di competenza, prosegue nel monitoraggio delle possibili traiettorie”.

Sul razzo cinese in caduta bisogna quindi andarci piano con gli allarmismi, come dichiarato anche da Emanuele Sillato. Raggiunto dall’Adnkronos, il segretario dell’associazione Astrofili Astris si è espresso così sulla caduta di frammenti attesa per stanotte: “Bisogna considerare che il rientro del razzo nell’atmosfera provocherà frammentazioni importanti, e alla fine arriveranno pezzi molto piccoli sul nostro pianeta. Ripeto, il monitoraggio da parte di tutti è costante e ci rassicura notevolmente. Naturalmente – ha aggiunto – l’incremento di queste attività di lancio sempre più frequenti fa sì che sia necessario il prima possibile un sistema normativo internazionale che le possa regolare”.

 

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