Quel “segno rosso”, il dettaglio che può far trovare Denise

Una cicatrice può essere un segno tanto distintivo da permettere il riconoscimento di una persona anche a distanza di anni? È una domanda che è giusto porsi: nelle narrazioni di questi mesi relative alle persone scomparse, nel ripercorrere casi di presunti rapimenti mai chiusi e mai risolti, come quelli di Denise Pipitone e Mauro Romano, si è parlato spesso di cicatrici.

C’è un segno rosso, per esempio, sul volto di Denise, scomparsa il 1 settembre 2004 da Mazara del Vallo, in alcuni scatti della sua infanzia rubata agli abbracci di mamma Piera Maggio, si nota più che in altri. Un mese dopo una guardia giurata, Felice Grieco, riprese col telefonino a Milano una bimba molto somigliante a Denise, con quello stesso segno sul volto, come lo stesso testimone rimarcò.

Una cicatrice sulla mano sembra invece il tratto distintivo di Mauro Romano, scomparso da Racale il 20 giugno 1977. La madre del bambino Bianca Colaianni affermò di averla riconosciuta in alcuni scatti di cronaca rosa, che coinvolgevano un giovane molto benestante di origine libanese – la cui famiglia ha smentito, spiegando più volte di ritenere offensive le accuse e di non voler essere coinvolta in alcun modo.

Ma cercare gli scomparsi attraverso un tratto come una cicatrice può rivelarsi davvero funzionale alle indagini? “Una cicatrice non può sparire”, ha detto a IlGiornale.it il dottor Massimo Corso, medico chirurgo, specialista in chirurgia plastica ed estetica.

Da Denise Pipitone a Mauro Romano, spesso i genitori dei bimbi scomparsi fanno riferimento alle cicatrici per identificarli. Dottor Corso, quanto senso ha dopo anni?

“Direi di sì. Magari a parte qualche zona del viso come le palpebre, dove la guarigione è veramente ottima e può portare quasi a un’invisibilità delle cicatrici negli anni. Però nelle altre parti del corpo è un parametro effettivamente utile, magari non unico, però quale ulteriore conferma certamente sì”.

Una cicatrice è un carattere distintivo per identificare davvero una persona?

“Secondo me sì, perché, per quanto due persone possano avere la stessa cicatrice nello stesso punto, se si conosce bene la cicatrice della persona che cerchiamo, quella avrà dei caratteri di unicità e di univocità”.

Mettiamo il caso che sia trascorso tempo, anche molti anni: una cicatrice può modificarsi?

“Può modificarsi, sì. Nei primi 3-6 mesi tenderà a essere rossa o arrossata e un pochino rigida qualche volta in rilievo, mentre nei successivi 6-12 mesi il fenomeno andrà a evolversi e a migliorare, infine in un ulteriore anno ci sarà un cambiamento ancora più marcato e negli anni successivi tenderà a sbiancare e schiarirsi, fino a rendersi quasi invisibile, come dicevo prima, in alcune zone del corpo, ma una cicatrice non può sparire”.

Ci sono cicatrici che si modificano di più di altre?

“Il viso e le mani hanno una guarigione veramente eccezionale in termini di qualità, di rapidità e di evoluzione nel tempo. Qualche volta le cicatrici su viso e mani possono diventare quasi invisibili, a meno che non siano cicatrici veramente importanti, veramente profonde, veramente lunghe. Tante volte possono essere aree in cui le incisioni si modificano molto”.

Le cicatrici possono essere modificate chirurgicamente? Quanto e come?

“Sì, per esempio le cicatrici larghe possono essere ristrette, le cicatrici tonde possono essere fatte diventare lineari, però un segno resta sempre. Inoltre le cicatrici tese possono essere allungate, però di fatto, là dove c’era una cicatrice, non potrà mai non esserci più una cicatrice: questa è una verità assoluta”.

Ha mai ricevuto richieste per la modifica chirurgica delle cicatrici?

“Certamente sì e ci sono casi in cui ne vale assolutamente la pena, come per le cicatrici molto larghe o le cicatrici con una brutta forma, un brutto colore, una brutta consistenza, però di fatto la modifica è possibile, l’eliminazione no”.

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