Pordenone, rifiuta il Green pass e si licenzia dopo 17 anni: chi è questa donna

Obbligata ad avere il Green pass per poter lavorare a scuola, una professoressa si licenzia. È accaduto a Pordenone, dove Francesca del Santo, insegnate di 46 anni, ha deciso di lasciare il lavoro dopo ben 17 anni. “La coerenza è una virtù, troverò un altro lavoro – sono state le parole con cui ha rinunciato alla cattedra di biologia all’Ipsia Della Valentina di Sacile -. Il vaccino anti-Covid non può essere imposto”.

Al Messaggero Veneto la donna ha precisato di non navigare nell’oro e nemmeno di poter contare sulle rendite, eppure la sua posizione no- green pass l’ha costretta a prendere una scelta. “Mi mancheranno molto gli studenti, ma la priorità è quella di una scelta etica. Credo fermamente che debba essere garantita la libertà di opinione e scelta – ha aggiunto – Non sopporto i ricatti sulla salute”. Il governo ha infatti previsto l’obbligo per il personale scolastico di presentare ogni giorno al preside il Green pass ottenibile dopo il vaccino, dopo un tampone effettuato 48 ore prime e dopo essere guariti dal coronavirus.

In caso contrario, al quarto giorno in cui il personale scolastico non mostra il Green pass, scatta la sospensione dello stipendio. Come lei anche Valentino Di Carlo, 41enne docente nelle scuole del Lecchese e promotore del gruppo Facebook “No obbligo green pass a scuola”, si è schierato contro il certificato verde. Per Di Carlo l’epilogo non è stato dei migliori visto che ha dovuto subire numerosi insulti per quella che lui stesso definisce “una posizione di principio necessaria, a difesa della libertà di recarsi nel posto di lavoro ad esercitare la professione e portare a casa un misero stipendio per vivere”.

 

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