Pompei, la straordinaria scoperta: riportato alla luce il Termopolio

Pompei non smette di regale sorprese sensazionali. Dopo millenni è tornata alla luce un Thermopolium, una sorta di antica bottega di alimentari con smercio di street food, genere molto amato dai cittadini dell’epoca. Una struttura quasi integra formata da un grande bancone ad “elle” decorato con immagini così realistiche da apparire quasi tridimensionali che riproducono una ninfa marina a cavallo e animali dai colori accesi.

A stupire non solo i disegni ma anche il ritrovamento in alcuni recipienti di tracce di alimenti che venivano venduti in strada, dal capretto alle lumache passando per una specie di antica paella e il vino corretto con le fave.

Tutto praticamente fermo al giorno dell’eruzione del Vesuvio. Un po’ come una capsula del tempo formata dal materiale piroclastico espulso dal vulcano che ha avvolto, sigillandone, gli elementi fondamentali. “Una fotografia di quel giorno nefasto”, è stato il commento rilasciato all’Ansa dal direttore del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna. “Oltre a trattarsi di un’ulteriore testimonianza della vita quotidiana a Pompei- ha aggiunto- le possibilità di analisi di questo Termopolio sono eccezionali, perché per la prima volta si è scavato un itero ambiente con metodologie e tecnologie all’avanguardia che stanno restituendo dati inediti”.

Un team interdisciplinare di specialisti (tra cui un antropologo, un fisico, un archeologo, un archeobotanico un archeozoologo, un geologo ed un vulcanologo), stanno già studiando, attraverso analisi chimiche, il materiale per verificare quanto questa scoperta possa ampliare le conoscenze sulle abitudini alimentari di età romana.

Il Termopolio è collocato nella Regio V, all’angolo fra il vicolo dei Balconi e la casa delle Nozze d’Argento, era stata individuato e parzialmente scavato nel 2019 durante gli interventi del “Grande Progetto Pompei” per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici. In quell’anno era riemersa l’impronta lasciata sulla cenere da uno dei grandi portoni in legno ed era stato ritrovato il balcone del primo piano insieme con una prima parte del bancone. Di fronte al Termopolio erano già emerse una cisterna, una fontana e una torre piezometrica per la distribuzione dell’acqua, dislocate a poca distanza dalla bottega già nota per l’affresco dei gladiatori in combattimento.

Sono stati gli scavi recenti a restituire al mondo quelle opere, oggi di immenso valore, che si pensava andati persi a causa dalla potenza del Vesuvio. L’aver riportato oggi alla luce l’intera struttura è motivo di grande soddisfazione. Anche il ministro per i Beni e per le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, applaude alla scoperta sottolineando il frutto del lavoro di squadra che si sta facendo nella storica località della Campania: “Un grande esempio per la ripresa del Paese Con un lavoro di squadra, che ha richiesto norme legislative e qualità delle persone, oggi Pompei è indicata nel mondo come un esempio di tutela e gestione, tornando a essere uno dei luoghi più visitati in Italia in cui si fa ricerca, si continua a scavare e si fanno scoperte straordinarie come questa”.

In questa nuova fase di scavo sono emerse altre suggestive scene di nature morte con rappresentazioni di animali, probabilmente macellati e venduti nel locale. Come ha spiegato nella sua relazione l’archeozoologa Chiara Corbino, i resti dei piatti in menù “con l’impiego congiunto di mammiferi, uccelli, pesce e lumache nella stessa pietanza”, rappresentano di fatto una specie di paella. Valeria Amoretti, funzionario antropologo del Parco, ha annunciato i primi rinvenimenti: “Le prime analisi confermano come le pitture sul bancone rappresentino, almeno in parte, i cibi e le bevande effettivamente venduti all’interno del termopolio: tra i dipinti del bancone sono raffigurate due anatre germane, e in effetti un frammento osseo di anatra è stato rinvenuto all’interno di uno dei contenitori, insieme a suino, caprovini, pesce e lumache di terra, testimoniando la grande varietà di prodotti di origine animale utilizzati per la preparazione delle pietanze”.

 

Frammenti ossei, probabilmente appartenenti agli stessi animali, sono stati inoltre rinvenuti all’interno di recipienti facenti parte del bancone contenenti cibi destinati alla vendita. Altrettanto interessante è il rinvenimento di ossa umane: alcune sono di un individuo di almeno 50 anni che, verosimilmente, al momento dell’arrivo della corrente piroclastica, era su un letto di cui incredibilmente restano tracce. Altre ossa, ancora da indagare, sono di un altro individuo e sono state rinvenute all’interno di un grande vaso. Questi ultimi resti forse potrebbero essere stati occultati lì da scavatori forse del XVII secolo. Rinvenuto anche lo scheletro di un cagnolino trovato a un passo da bancone, proprio vicino al dipinto che ritrae un cane al guinzaglio.

C’è anche una ironica, forse omofoba, iscrizione graffita: “Nicia cinede cacato”, si legge sulla cornice che racchiude il dipinto del cane. Ovvero: “Nicia (probabilmente un liberto proveniente dalla Grecia) Cacatore, invertito”. Gli studiosi presumono che tale frase sia stata lasciata per prendere in giro il proprietario o da qualcuno che lavorava nel termopolio.

La ricerca è solo agli inizi ma, come ha sottolineato ancora Osanna, che promette di avere “sviluppi molto interessanti”. “La bottega sembra essere stata chiusa in tutta fretta e abbandonata dai proprietari – ha spiegato il direttore del Parco – ma è possibile che qualcuno, forse l’uomo più anziano, fosse rimasto al suo interno e che sia morto nella prima fase dell’eruzione, schiacciato dal crollo del solaio. Il secondo potrebbe essere invece un ladro o un fuggiasco affamato, entrato per racimolare qualcosa da mangiare e sorpreso dai vapori ardenti con in mano il coperchio della pentola che aveva appena aperto”.

Intanto anche in questi giorni il cantiere va avanti tanto che si è al lavoro per il consolidamento e il restauro della struttura e per il riposizioneremo anche il balcone. L’idea è di aprire alle visite il Thermopolium, se l’emergenza sanitaria lo permetterà, già la prossima primavera, allestendo un percorso che passi anche dal cantiere della casa delle Nozze d’Argento.

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