Pianta, non toccatela per nessuna ragione: l’allarme degli esperti

Qui in Italia abbiamo molte piante urticanti, ma in confronto con la Dendrocnide moroides le nostre ortiche sembrano setose come petali di rosa. L’Ortica Gigante Australiana può provocare un dolore talmente forte da far impazzire la gente. La Dendrocnide moroides è conosciuta anche come la pianta dei suicidi poiché il dolore rilasciato dalle sue tossine è talmente forte che induce ad ammazzarsi piuttosto che patire quel dolore. E’ una pianta molto comune nelle aree della foresta pluviale che si trova a nord-est dell’Australia, ma è anche diffusa in alcune regioni dell’Indonesia.

Qui, i locali la chiamano gympie gympie, che in lingua aborigena significa proprio pianta che punge. L’Ortica Gigante Australiana va a crescere come pianta con singolo stelo che può raggiungere anche i tre metri d’altezza. Ha delle foglie molto grandi la cui forma ricorda i cuori e possono essere lunghe fino a 22 centimetri e raggiungere i 18 centimetri di larghezza. Le foglie, lungo i propri margini, sono dentate finemente. Presenta infiorescenze monoiche e i fiori maschili sono circondati da quelli femminili. (Continua…)

E’ unica nel suo genere e i fiori impollinati fanno gonfiare tutto il gambo dal quale poi si va a generare il frutto. Questi ultimi variano di colore e possono andare dal viola al rosa brillante. La tossicità dell’Ortica Gigante Australiana è davvero molto alta. I suoi peli urticanti, che vanno a ricoprire la pianta interamente, vanno a rilasciare una neurotossina potentissima e provocano molto dolore. Delle specie australiane di Dendrocnide questa è sicuramente la pianta più tossica e dolorosa.

Il contatto con queste foglie e soprattutto con i peli su di esse contenuti genera un bruciore altamente doloroso che può durare anche dagli 1 o 2 giorni. In alcuni casi il dolore è stato riscontato per alcuni mesi. L’area che viene toccata va subito a ricoprirsi di piccole macchie rosse. Queste vanno a formare un bordo rosso, che si gonfia nel giro di pochi secondi. I peli rilasciati nell’aria vanno a ostruire le vie respiratorie causano molti starnuti. Sanguinamento del naso e una forte irritazione alla gola. (Continua…)

Come riportato dall’australiangeographic.com, Ernie Rider, funzionario senior per la conservazione del Queensland Parks and Wildlife Service, punto nel 1963 disse su questa spiacevole esperienza: “Non c’è niente che possa competere con esso. E’ dieci volte peggio di qualsiasi altra cosa. Non ho provato nulla di simile al dolore durante 44 anni di lavoro nella boscaglia” poi continua “Non riuscivo a lavorare o dormire e avevo un brutto dolore che mi è durato altri quindici giorni. La puntura persistette per due anni e si ripeteva ogni volta che facevo una doccia fredda. Era insopportabile”.

Molti dicono che la puntura dell’Ortica Gigante Australiana ti porti alla pazzia. Molti dicono che addirittura spinge i cavalli a gettarsi dalle scogliere per non sentire così tanto dolore. Alcuni testimoni raccontano di un soldato che si sarebbe sparato dopo che aveva usato le foglie della pianta come carta igienica. Non sappiamo se siano vere o finte queste storie fatto sta che all’interno delle foreste australiane è normale incontrare cartelli che avvertono i turisti della pericolosità delle foglie così chi si avventura può portare con sé un kit di primo soccorso antistaminico.

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