Parrucchieri e barbieri, nuova svolta a sorpresa

Che cosa cambia per negozi e attività commerciali nelle zone rosse dal 15 marzo e fino al 6 aprile in virtù del decreto-legge approvato il 13 marzo? E che cosa chiude in particolare per tre settimane? Sono chiusi i parrucchieri, i barbieri i centri estetici, i negozi di abbigliamento e di scarpe (ma sono aperti quelli per neonati e ragazzi fino a 16 anni di età, perché crescono), le gioiellerie, i negozi di arredamento e tutte le attività che non sono comprese nell’allegato 23 che riguarda le apertura del commercio al dettaglio. Sono chiusi anche tutti i mercati, a eccezione di quelli che vendono solo generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici.

Bar, limitazioni all’asporto. Forti limitazioni per bar e ristoranti, dove c’è il divieto di consumare all’interno dei locali sia in fascia rossa sia in fascia arancione e con possibilità di effettuare soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Il take away è consentito dalle 5 alle 22 (coprifuoco). Ma dalle 18 è vietato per chi ha come attività prevalente quella di bar senza cucina. La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Toilette aperte per assoluta necessità. Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali, l’uso dei servizi igienici posti all’interno dei bar e dei ristoranti non può essere consentito, salvo casi di assoluta necessità.

I centri commerciali. I centri commerciali sono chiusi nei weekend. Restano comunque aperti all’interno dei centri commerciali, nei giorni festivi e prefestivi, farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Aree di servizio e rifornimento. Per quanto riguarda le aree di servizio e di rifornimento, possono restare aperti oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Confesercenti: «80 milioni di consumi in meno al giorno». Secondo una stima di Confesercenti, con le zone rosse si perderanno 80 milioni di consumi al giorno. «Le nuove restrizioni costeranno all’economia italiana circa 80 milioni di euro di consumi al giorno. Un nuovo colpo per le imprese, in particolare quelle del commercio e del turismo, la cui resistenza è ormai al limite». È la stima di Confesercenti sull’impatto delle zone rosse che da oggi copriranno la maggior parte del territorio nazionale. «Le ennesime misure di restrizione – viene spiegato in una nota – determinano un bilancio fortemente negativo per i consumi delle famiglie, che nei primi quattro mesi dell’anno arriveranno a perdere complessivamente 9,5 miliardi».

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