Orrore Saviano: “Meloni e Salvini bastardi”. A “Piazza pulita” lo show dell’odio

Il tempo del finto buonismo di Roberto Saviano si è concluso. A proclamarlo è lo scrittore che in questi giorni sta promuovendo l’uscita del suo nuovo libro ‘Gridalo’ e sta mostrando una linea morale e politica antitetica a ciò che è sempre stato. Ora è giunto il tempo di odiare. Questo secondo Saviano il suo nuovo paradigma da seguire e ieri, a “Piazza Pulita” ,nel programma di Formigli ha dato spettacolo di tutto il suo dissenso e odio.

Saviano, odio smisurato contro Meloni e Salvini

Due momenti sono stati particolarmente significativi. E hanno ben delineato la tracotanza del livore che lo scrittore campano cerca di sputare fuori attraverso il mezzo televisivo. Il primo attacco di Saviano è avvenuto commentando la storia del piccolo Youssuf, il bimbo di 6 mesi morto nel Mediterraneo: “Vi sarà tornato alla mente tutto il ciarpame detto sulle Ong: “taxi del mare” “crociere”. Ma viene solo da dire bastardi, come avete potuto? A Meloni, a Salvini.. Come è stato possibile?’

Bastardi è un termine forte, un insulto vero che carica di un odio smisurato una tragedia che nulla ha che fare con le ideologie o le persone. Come se la morte di quel bambino fosse colpa di Salvini e della Meloni: a questo si spinge il livore della vergogna. Sull’odio continuo dello scrittore verso i due leader del centro destra già Feltri aveva commentato: “Ma l’odio verso Salvini e la Meloni chi lo ha fomentato se non lui e i suoi compagni? Forse c’è un odio buono e uno cattivo?”.

Non esiste colpa per questa immane tragedia, ma il piccolo Yossuf è morto l’11 novembre 2020, durante il governo giallo- rosso. E allora gli altri sono esenti dall’essere chiamati bastardi, cos’hanno fatto? Hanno abolito i decreti sicurezza incentivando le partenze e di conseguenza i morti in mare. Questa è una riflessione che Saviano nella sua rabbia sicuramente non vuole leggere. Lo scrittore campano prosegue poi il suo attacco verso i nemici:

Saviano, il tempo dell’odio

‘Odio i miei nemici, ma questo odio lo devo controllare perché fa male solo a me.. odio vero personale, gli metterei le mani addosso’.
Arriva anche a sottolineare che senza mezzi termini picchierebbe, il paradosso di un Saviano mutato, il guru della sinistra progressista e radical chic si esprime con queste parole e prosegue nella sua invettiva:
‘Odiare è esattamente quello che si dice sull’invidia: bere un bicchiere di veleno e sperare che sia l’altro a morire avvelenato. Provo questo senso di insopportabilità. Ma cerco di capire come non danneggiarmi lo stomaco, come cadere nel cinismo del fa tutto schifo’. È misero, fuorviante sentire un uomo rappresentativo della cultura istituzionale lanciare affermazioni del genere. Non vale neanche più la provocazione in questi casi ma semplicemente restano parole di cieco odio.

“Odio come vivo”

L’attacco finale Saviano lo porta anche contro se stesso e le sue scelte : “La cosa principale che mi sono perso: la vita. Odio come vivo, disprezzo me stesso, la vita di merda e le scelte che ho fatto. Tornando indietro non lo rifarei ma ormai ci sono dentro e vado fino in fondo”. Diventa, oltre che un affronto a se stesso, il rischio che passi il messaggio che nel lungo termine chiunque combatta l’anti stato se ne penta, di fatto rafforzandolo e mostrando poca solidarietà a chi lotta veramente ogni giorno in trincea e nel silenzio.
Un utente scrive ‘Cerca di essere orgoglioso del tuo coraggio, invece di cadere nella demogagia del tuo grido di odio’. Sicuramente in tempo di crisi e pandemia la comunicazione dovrebbe essere altra e ci vorrebbe rispetto per chi veramente sta pagando la crisi umana e economica di questa epoca.

secoloditalia.it

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