Nuovo Decreto, visite ad amici e parenti: ecco cosa si può fare e cosa no

Il governo ha pubblicato le nuove FAQ relative al nuovo Decreto firmato lo scorso 13 marzo e in vigore dal 15 fino al 6 aprile, un documento che si è reso necessario in seguito all’incremento dei casi di coronavirus registrati negli ultimi giorni e al conseguente cambio di colore di molte regioni d’Italia. Il nuovo Governo Draghi ha deciso di attuare una nuova stretta a livello nazionale per frenare quanto più possibile la corsa del virus, facilitata anche dal diffondersi delle varianti. Proprio per questo motivo, a partire da lunedì 15 marzo anche in tutte le regioni gialle varranno le regole imposte per quelle arancioni, ad eccezione della Sardegna che continua ad essere l’unica regione in zona bianca. Ecco dunque cosa si può fare e cosa è vietato in zona arancione e rossa.

Nuove FAQ Decreto 15 marzo: cosa si può fare e cosa no
Puntuali come sempre arrivano le FAQ (Domande e risposte frequenti) del Governo che chiariscono gli eventuali dubbi e perplessità riguardanti il nuovo Decreto voluto dal governo Draghi. Ecco quali sono i principali nodi e cosa si può fare. Si può andare nelle seconde case? Con il nuovo decreto è possibile andare anche nelle seconde case, sia in zona rossa che in zona arancione. Nel documento infatti è possibile leggere che anche nelle zone in cui sono in vigore le restrizioni più dure è sempre consentito “il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione”.

Nella seconda casa tuttavia non devono essere presenti altre persone non appartenenti al nucleo familiare convivente. Le visite a parenti e amici sono consentite solamente nella zona arancione, una volta al giorno verso una sola abitazione privata all’interno dello stesso comune tra le 5.00 e le 22. Potranno spostarsi solamente due persone, accompagnate eventualmente da minori di 14 anni. Per i piccoli comuni composta da meno di 5.000 abitanti resta la deroga degli spostamenti entro i 30 km dal confine del proprio comune, e quindi anche in un’altra Regione, con il divieto di recarsi nel capoluogo.

Per quanto riguarda la zona rossa invece ogni spostamento se non motivato da specifiche necessità resta vietato, il documento precisa infatti che “gli spostamenti per far visita ad amici o parenti autosufficienti e, in generale, tutti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria non dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute sono vietati fino al 2 aprile e nella giornata del 6 aprile 2021”. A Pasqua posso fare visita amici e parenti? Per quanto riguarda le visite ad amici e parenti a Pasqua, il nuovo documento stabilisce che “nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021 sarà consentito una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro”.

Ricongiungimento con familiari e partner. Le FAQ chiariscono anche il nodo dei ricongiungimenti familiari e con i partner, sul sito del governo è infatti possibile leggere che “le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si ritrovano con lui/lei con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, possono spostarsi per raggiungere tale abitazione”. Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli? Le persone separate o divorziate potranno raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o presso l’affidatario anche se vivono in un comune o in una regione diversa. Gli spostamenti motivati da questa esigenza sono consentiti a patto che avvengano “scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori”.

Attività motoria e fisica. Per quanto riguarda l’attività fisica, questa resta consentita anche in zona rossa, a patto che venga svolta “esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5.00 alle 22.00, in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri”. È possibile recarsi in un altro comune per lo svolgimento di attività che comporta uno spostamento come la corsa o la bicicletta, purché “tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza”. Consentito anche lo svolgimento di attività motoria nei pressi della propria abitazione e con l’obbligo di indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale.

Posso andare in chiesa o nei luoghi di culto? Anche nel nuovo decreto resta la possibilità di andare a messa o in altri luoghi di culto, consentendo “tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Infatti, l’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la autodichiarazione prevista per lo spostamento lavorativo o di necessità”. Resta consentita anche la partecipazione alle funzioni religiose, a patto che vengano rispettati i protocolli di sicurezza.

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