Niente baci e abbracci, massimo 6 invitati a cena: così cambierà il Natale

A stretto giro scopriremo le direttive ufficiali che il governo intraprenderà per consentire lo svolgimento di un “sobrio” Natale.

In queste ore sono ancora molteplici i dubbi che riguardano le festività di fine anno, tra spostamenti, coprifuoco e Santa Messa. Nel frattempo il Comitato tecnico-scientifico ha elaborato le linee guida in vista del 25 dicembre e di Capodanno: al governo è stata così dettata una serie di misure da tenere in considerazione nel prossimo Dpcm che sostituirà il testo attualmente in vigore e in scadenza il prossimo 3 dicembre. Gli esperti spiegano che le norme in questione rispondono al “principio di massima precauzione”. E c’è una novità: non vi saranno deroghe speciali. Riguarderanno anche le Regioni situate nella fascia gialla. “Sarebbe gravissimo. Da parte nostra ci sarà pochissimo spazio alle deroghe rispetto alle misure attuali perché se si inizia a fare eccezioni diventa il caos”, avvertono. Le regole dunque saranno valide per tutti: alla fine è stata bocciata la linea di alcuni componenti del Cts che spingevano per modulare le misure in base alle varie situazioni locali.

Come cambia il Natale

Il prossimo Natale, come ci hanno fatto capire da ormai svariati mesi, sarà completamente diverso da quelli passati: evitare baci e abbaracci all’entrata nell’abitazione, nel momento dei festeggiamenti, al taglio del panettone e del pandoro, allo scoccare della mezzanotte e quando si stappa lo spumante. A proposito di inviti a casa, è stata messa su una sorta di identikit di coloro che potremo far entrare nel nostro appartamento: i cenoni potrebbero essere consentiti solo con un massimo di 6 partecipanti (bambini esclusi) e solamente tra parenti stretti (genitori, figli, fratelli e sorelle), facendo prevalere sempre il buonsenso. Chi dovesse sospettare di avere avuto contatti con un positivo dovrà rinunciare ai momenti di gioia con i propri cari. E bisognerà tracciare poi i parenti.

Il coprifuoco potrebbe essere “a tempo”, posticipando il divieto di spostamento alle 23 (o addirittura alle 22:30) almeno nei giorni di festa. Si sta comunque lavorando a una mini-estensione per evitare gli assembramenti ampliando i percorsi di vendita e incrementando gli orari di disponibilità dei negozi. Sul fronte degli spostamenti tra Regioni, la sensazione “è che ci sarà una riflessione piuttosto rigida”: potrebbe essere consentito muoversi per l’Italia solamente per motivazioni legate al ricongiungimento familiare.

Il governo vuole anticipare la nascita di Gesù? “Certi ministri neanche al Monopoli”

A dividere è la Santa Messa di Natale, che a detta di molti potrebbe rappresentare una pericolosa occasione di contagio. La direzione sarebbe quella di vietare la celebrazione religiosa in tutto il Paese. Ha fatto molto discutere la proposta del ministro Francesco Boccia, che vorrebbe far nascere Gesù due ore prima della nostra tradizione. Come riporta Il Messaggero, sarebbe stata smentita l’ipotesi di anticipare la funzione di qualche ore oppure di consentirla solo nei territori “gialli”.

Prima di prendere le decisioni relative agli inizi del 2021 sarebbe opportuno aspettare almeno due settimane dopo l’Epifania: per il 20 gennaio ci si aspetta un nuovo picco. “Se quel picco non dovesse presentarsi, ad esempio si può ragionare sul riaprire gli impianti sciistici”, è l’auspicio. Un altro dei componenti del Comitato tecnico-scientifico fa appello alla massima attenzione e al totale rispetto delle raccomandazioni: “A prevalere ora sia la consapevolezza della precarietà della situazione”.

ilgiornale.it

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