Migranti a caccia di cannabis: la furia con le cesoie

Basta un paio di cesoie per commettere un furto o, almeno, per provarci. È notta fonda al confine italo francese di Ventimiglia, quando due stranieri si avvicinano a un distributore di cannabis light situato sull’Aurelia, nel tratto di via Cavour, nel pieno centro cittadino. Non è per cibo e neppure per fame, che hanno agito. Uno di loro brandisce le cesoie, quasi come se fossero un pugnale e dopo essersi guardati un po’ attorno, entrano in azione. Con la complicità del palo, il compare si accanisce con estrema violenza contro la vetrina. Alla fine, però, riesce soltanto a danneggiate l’espositore, perché il vetro, che è anti sfondamento, resiste.

 

 

Non portano via nulla, ma lasciano il segno. In tutti i sensi, visto che l’impianto è dotato di videocamera ed ha immortalato la scena. Nel filmato a corredo dell’articolo si vedono i due malviventi con il volto coperto, ma le forze dell’ordine hanno già l’identikit di ciascuno di loro ed è probabile che vengano presto individuati. Quello della scorsa notte è solo l’apice di una situazione ormai sfuggita di mano. Non molto tempo fa, avevamo pubblicato la notizia e il video di una sassaiola tra migranti sul lungomare e di un successivo tentativo di accoltellamento, per strada, mentre sta passando una mamma con i suoi bambini.

La città è allo stremo. La calda stagione e gli sbarchi a Lampedusa hanno richiamato al confine con la Francia centinaia di stranieri, che bivaccano in ogni angolo della città: dal lungo fiume, alla stazione, al lungomare. Nelle settimane scorse il parlamentare della Lega Flavio Di Muro (Lega) ha lanciato la proposta, condivisa con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, di creare un Centro per il Rimpatrio (Cpr), proprio a Ventimiglia. Un luogo in cui far entrare non solo chi è irregolare, ma anche chi delinque, magari facendo leva sul fatto di aver presentato una richiesta di asilo politico.

Risultato: Di Muro è stato preso di mira dai no border, che gli hanno già affibbiato l’etichetta di “fascista” e “camerata”. Intanto continuano gli episodi legati alla criminalità diffusa. L’altra sera alcuni stranieri hanno forzato il portone di una palazzina situata nella piazza della Stazione, la stessa dove nei mesi scorsi gli abitanti un servizio di ronde notturne. Ventimiglia è diventata terra di nessuno e malgrado i capillari controlli delle forze dell’ordine, il fenomeno della malavita legata ai flussi migratori non si riesce a contenere.

ilgiornale.it

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