Matteo Salvini contro Laura Boldrini: “No comment. Un pensiero alle donne davvero in difficoltà”

“Perché sono una donna sola”. Questa la surreale spiegazione fornita da Laura Boldrini in un’intervista a Repubblica, dove è tornata a difendersi dalle accuse piovute contro di lei dopo lo scoop di Selvaggia Lucarelli. Quest’ultima, sul Fatto Quotidiano, ha infatti raccolto la voce della ex colf della fu presidenta, la quale lamenta il mancato pagamento del Tfr, e ha raccolto anche la voce di una ex assistente parlamentare, che dopo aver subito quelle che riteneva essere delle umiliazioni decise di licenziarsi. Tra le umiliazioni, raccontava la ragazza, il dover prendere appuntamenti dal parrucchiere per la Boldrini, oltre a comprarle vestiti o ritirale i capi stirati. Insomma, tutto tranne che politica.

E, si diceva, la Boldrini ha parlato con Repubblica, dove ha spiegato che “la mia assistente mi prenotava il parrucchiere perché sono una donna sola”. Parole francamente sconcertanti. Dunque, lady Boldrinova ha insistito sul fatto che contro di lei, copioso, pioverebbe fango dai giornali “di destra”, quando il tutto è iniziato dal Fatto Quotidiano, che per certo “di destra” non è. Insomma, una Boldrini piuttosto fuori controllo. E a rincarare la dose contro di lei, ecco scendere in campo anche Matteo Salvini. Il leader della Lega rilancia sui social una foto della Boldrini che riporta in calce la frase incriminata sui parrucchieri. Dunque, da par suo, Salvini aggiunge: “No comment. Un pensiero alle donne veramente sole e veramente in difficoltà”. Niente da aggiungere.

Per inciso, dopo l’intervista, anche Selvaggia Lucarelli ha nuovamente replicato alla Boldrini. Interpellata dalla AdnKronos, ha affermato: “Credo che l’intervista di oggi della Boldrini confermi tutto. A questo punto mi pare che spetti al sindacato dei collaboratori parlamentari intervenire, visto che lei ritiene normale che un’assistente parlamentare prenoti il parrucchiere, le visite mediche e vada in lavanderia a ritirare i vestiti. Il collaboratore è pagato dai cittadini che non credo siano felici di pagare un assistente personale, perché queste sono mansioni da assistente personale e non da collaboratore parlamentare”. E ancora, ha aggiunto: “Temo che la sua replica sia peggio dei fatti”. Difficile, in questo caso, dare torto a Selvaggia.

 

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