Mare Jonio, ecco il bonifico: 125mila euro per i migranti

La società armatrice della motonave Maersk Etienne, battente bandiera danese, versò 125mila euro alla Idra social shipping, che fornisce la nave Mare Jonio alla Ong Mediterranea Saving Humans perché prendesse a bordo i 27 migranti soccorsi il 5 agosto.

È quanto continua a sostenere «in base alle intercettazioni telefoniche a ambientali» in suo possesso la procura di Ragusa, sottolineando che l’accordo economico fu antecedente al trasbordo.

Il procuratore di Ragusa, Fabio D’Anna, accusato dalla Ong di aver creato una «macchina del fango» contro chi opera in mare per soccorrere migranti e farli sbarcare in Italia, ribadisce le accuse agli indagati chiamati a rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reato aggravato dallo scopo di profitto, e di violazione alle norme del Codice della Navigazione, scaturite da un’indagine interforze.

«Abbiamo fatti» dice, ritenendo che ci sia stato un interesse economico da parte di personaggi di spicco della Ong. Quest’ultima, seppure non coinvolta direttamente nell’indagine, entra a gamba tesa attaccando la procura e l’inchiesta che vede iscritti sul registro degli indagati l’ex disobbediente Luca Casarini, il capo missione Beppe Caccia, l’armatore Alessandro Metz, il comandante Pietro Marrone, 2 componenti dell’equipaggio che furono caricati su un natante al largo di Licata eludendo il divieto di imbarco e altre 2 persone coinvolte nell’operazione di trasbordo dei migranti.

Sono due i nodi cruciali del fascicolo: in primis il bonifico di 125mila euro e poi quella che il procuratore ritiene sia solo una trovata per giustificare il trasbordo dei migranti, ovvero l’avere redatto un report medico sugli ospiti a bordo della petroliera che ritrae una situazione emergenziale sanitaria inesistente, tanto da richiedere l’evacuazione urgente per una donna al sesto mese di gravidanza, donna che incinta non era e che fu dimessa senza prognosi.

Resta il mistero del bonifico. Stando a interviste rilasciate in questi giorni prima non c’era e poi faceva parte di «normali rapporti tra società armatrici».

Ieri, però, in una nota ufficiale gli armatori della nave Ong, Caccia e Metz, sostengono che copra le «spese aggiuntive» dell’operazione per i «servizi svolti in mare come forma di sostegno alla nostra attività».

Scrivono di avere incontrato «per la prima volta i manager della Maersk Etienne un mese dopo la conclusione dell’operazione di soccorso e nel contesto di riunioni con le Organizzazioni di rappresentanza degli Armatori danesi ed europei» e che «in quella occasione ci hanno chiesto come aiutare le nostre attività umanitarie». Di tutt’altro avviso il procuratore: «Abbiamo acquisito elementi per dire che l’accordo economico fu antecedente al trasbordo».

ilgiornale.it

Rispondi