Marco Rizzo: “Ribelliamoci al Governo delle banche! Scenderemo in piazza per dire No a Draghi e alla finanza”

Oggi non possiamo non parlare che del Governo. L’elenco dei ministri è stato fatto ieri e siamo nella fase di costruzione di quello che era evidentemente un piano preordinato di mettere un paese nelle mani di Draghi, di dare l’Italia a un uomo molto inserito nella finanza internazionale, nelle banche e in quei poteri veri che governano la globalizzazione.

Detto sinceramente, ci troviamo davvero in pochi all’opposizione di questo Governo, perché anche quelli che si oppongono istituzionalmente, alla fine, fanno dei distinguo. Penso ad esempio alla Meloni, che dà sempre parole di apprezzamento alla figura di Draghi. Io credo che Draghi sia il figlio di quello che ha fatto: l’uomo delle privatizzazioni, l’uomo delle banche centrali e private. Dunque farà quegli interessi lì; mi sembra molto strano che possa farne degli altri.

Per questo motivo noi siamo contro, senza se e senza ma. Non ci possono essere degli ammortizzatori nel giudizio di questa figura.

Se poi andiamo a vedere cosa è successo nei partiti bisogna in realtà spendere poche parole, perché parliamo di partiti frutto del trasformismo. Il Movimento 5 Stelle e il PD ora governano coi ministri di Berlusconi, con quelli tra i più esposti nel berlusconismo; per non parlare della Lega che ora governa col Partito Democratico.
Tutti hanno fatto quello che dovevano fare. L’impressione è che i ministeri importanti, quelli dove ci sono le risorse, siano in mano ai tecnici, quindi direttamente a Draghi. Alla cosiddetta politica sono state date delle figurine o poco più.

Una forza politica che ha la sua titolarità non può vedere dei personalismi. Penso al Movimento 5 Stelle: che senso ha avere Di Maio Ministro degli Esteri (se mai ha avuto un senso) quando il Presidente del Consiglio è totalmente accreditato nelle cancellerie internazionali e nei poteri veri?
Di Maio non fa il Ministro degli Esteri, il vero Ministro degli Esteri lo farà con delega il Presidente del Consiglio. Di Maio starà lì a prendersi il suo stipendio.

 

Quando si pensa agli interessi personali non si pensa perfino agli interessi del proprio partito. Il PD in questo senso mi fa sorridere: l’hanno menata sempre sui diritti civili. Hanno tre ministri, sono tutti uomini.
Io credo che questa vicenda della parità di genere con le quote rosa sia una stupidaggine che umilia le donne, ma detto questo hai rotto le scatole per anni (come il PD) sulla vicenda della parità di genere, poi ti danno tre ministri e sono tutti e tre uomini?
Fanno ridere. Fanno davvero ridere.

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