“Mamma ha l’amante”. E lei fa ingoiare benzina al figlio e gli dà fuoco

Dalla Russia arriva la notizia di una mamma che, infuriata con il suo bambino di 8 anni, ha deciso di punirlo facendogli “ingerire della benzina” per poi “dargli fuoco”.

Tale tragedia familiare si è consumata a Kursk, nell’ovest del Paese, e la carnefice si chiama Anastasia Baulina, di 31 anni e di professione cassiera. La donna viveva insieme al piccolo Andrey, all’altra figlia 12enne Natasha e al marito 35enne Pavel Baulin, contadino e patrigno dei due bimbi. Anastasia avrebbe avuto quella reazione omicida contro il figlio poiché lui avrebbe rivelato a Pavel il fatto che la prima “aveva un amante”.

Secondo il Sun, Andrey avrebbe informato il patrigno che la mamma faceva spesso venire a casa uno spasimante, facendo così andare su tutte le furie il 35enne. Il contadino avrebbe quindi, nei pressi di una stazione dell’autobus e davanti ai vicini, urlato in faccia alla moglie tutta la sua rabbia, con Anastasia che cercava di difendersi ribadendo pubblicamente il proprio amore per Pavel. Dopo la lite con il marito, la cassiera, dato che l’uomo le aveva detto di essere stato informato dal bambino riguardo alla tresca, decideva di vendicarsi del figlio-spia infliggendogli una terribile punizione.

Accecata dalla rabbia, la donna avrebbe prima sgridato con veemenza Andrey per poi trascinarlo fino al cortile di casa, dove gli avrebbe fatto ingoiare della benzina da un contenitore. Tale scena si sarebbe svolta davanti agli occhi della 12enne Natasha, che avrebbe poi raccontato agli inquirenti che il fratellino, mentre gli veniva fatto ingoiare il combustibile, “piangeva disperato”. Dopo avergli fatto bere la benzina, la donna avrebbe detto al malcapitato: “Vediamo adesso come bruci”, dandogli quindi fuoco. Una volta sprigionatesi le fiamme Pavel sarebbe intervenuto per spegnere il fuoco chiamando poi un’ambulanza. Nonostante l’intervento dei soccorritori il bimbo è morto due giorni dopo in ospedale con ustioni sul 45% del corpo.

Anastasia è stata subito incriminata dalla polizia locale per la morte del figlio e, attualmente, rischia una condanna fino a 20 anni di carcere. Nel corso delle indagini, le forze dell’ordine del posto hanno anche scoperto che il povero Andrey, anni fa, era stato tolto alla custodia della mamma grazie all’intervento dei servizi sociali, ma era stato poi inspiegabilmente riaffidato dagli stessi alla cassiera.

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