Luce, auto e aperitivi: la stangata sulle vacanze, perché ora è tutto più caro

Un segnale concreto e inquivocabile di quello che ci aspetta nei prossimi mesi è già arrivato. La mazzata è di qualche giorno fa, quando l’autorità dell’energia ha annunciato le nuove tariffe delle bollette per il prossimo trimestre. Complice il rialzo generalizzato delle materie prime dovuto alla ripresa economica, ma anche la scriteriata politica ambientalista dell’Unione europea, che ha fatto impennare i permessi di emissione della CO2, i prezzi della luce saliranno del 9,9%, quelli del gas del 15,3%. Percentuali che per le famiglie si traducono in una stangata annua di circa 200 euro. Ma non è che l’inizio. Il primo assaggio di una raffica di aumenti che si stanno affacciando in molti settori e che renderanno assai più complicato sbarcare il lunario. Eh sì, perché il reddito delle famiglie nel 2020 ha risentito pesantemente degli effetti della pandemia, con un calo che l’Istat, al netto dei 61 miliardi ristori e sussidi, che hanno compensato la caduta per 61 miliardi, ha quantificato in 32 miliardi.

E i segnali importanti di ripartenza degli scorsi mesi, soprattutto sul fronte della manifattura e dell’export, non sembrano aver ancora avuto effetti sui salari. Gli effetti sui prezzi, però, come certificato anche dalle rilevazioni dell’Istat sull’inflazione (a giugno +1,3% rispetto allo scorso anno), si fanno già sentire. E non si tratta solo dell’energia o del carrello della spesa. Dagli spostamenti in auto, treno o aereo, ai soggiorni presso strutture ricettive, passando per l’affitto di ombrelloni, sdraio e lettini e alle consumazioni presso bar e ristoranti, tutto questa estate sarà più caro. Con le riaperture, ha spiegato il Codacons, gli esercizi al pubblico, i lidi, gli hotel, hanno modificato le proprie politiche tariffarie, applicando rincari tesi a compensare le perdite degli ultimi mesi, i maggiori costi di sanificazione e messa in sicurezza dei locali, e il contingentamento delle presenze che, di fatto, riduce i ricavi. Il risultato è che nel 2021 la spesa procapite per una villeggiatura estiva di 10 giorni costerà in media l’11% in più, passando- considerata la spesa per spostamenti, soggiorni, servizi vari, pasti e consumazioni – dagli 898 euro del 2020 ai 996 euro del 2021, con un incremento pari a 98 euro a persona.

Ma vediamo gli aumenti nel dettaglio. BENZINA Il primo salasso da mettere in conto è quello della benzina. Secondo le ultime rilevazioni del Mise, il carburante, dopo aver sfondato a metà giugno la barriera di 1,6 euro, cosa che non accadeva da due anni, raggiunge alla pompa 1,634 euro al litro, mentre il gasolio costa 1,494 euro/litro, valore massimo dal 10 giugno 2019, oltre due anni fa. Una corsa senza sosta che, denunciano le associazioni dei consumatori, determina una stangata pari a +280 euro annui a famiglia, solo per i maggiori costi di rifornimento. «Oggi la benzina costa il 16,7% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il gasolio è aumento del +16%», afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «Da inizio anno la verde ha subito un rincaro alla pompa del 13,4%, +13,2% il diesel. Tradotto in soldoni, un pieno di benzina costa oggi 11,7 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2020, +10,3 euro un pieno di gasolio».

AEREI Vediamo allora cosa succede se ci spostiamo con altri mezzi. Le tariffe base degli aerei sono rimaste invariate, ma sono cresciuti i costi di tutti gli altri servizi connessi ai voli, come il trasporto dei bagagli (anche amano), la scelta del posto a sedere, le polizze assicurative, la possibilità di cambiare o cancellare la prenotazione, ecc. Extra-costi applicati sia dalle low-cost che dalle compagnie tradizionali e che, sommati, arrivano a costare più del doppio rispetto al prezzo del volo. Per quanto riguarda le tratte intercontinentali, invece, è stato registrato un incremento medio dei prezzi di oltre il 15%. Anche le tariffe dei treni formalmente non hanno subito incrementi, ma la riduzione della capienza massima a bordo ha portato ad una limitazione di sconti, offerte e promozioni rivolte ai passeggeri.

Provate a fare un biglietto per una tratta italiana a lunga percorrenza, due anni fa se prenotavate con un po’ di anticipo riuscivate a stare tranquillamente entro i 50 euro, ora sotto i 70 è difficilissimo scendere. Secondo l’Unione dei consumatori, che ha effettuato la rilevazione sul database dell’Istat, l’aumento medio effettivo dei biglietti dei treni si aggira sul +9,4%. NOLEGGIO AUTO Se invece decidete di viaggiare in auto, ma non con la vostra, ecco la sorpresa che vi aspetta. L’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori ha avviato un monitoraggio dei costi, comparando le settimane 22-28 giugno, 16-22 luglio e 16-22 agosto. Ecco i risultati: mediamente, nella settimana di giugno, il noleggio di un’auto (berlina di media grandezza a benzina) costa – senza assicurazione supplementare e costi accessori- 379,22 euro. La stessa auto, nella settimana centrale di luglio presa in esame, costa 736,73 euro, con un aumento del +84% rispetto a giugno.

Ad agosto, infine, nella settimana dal 16 al 22, il costo per il noleggio ammonta mediamente a 706,95 euro, con un aumento pari al +77% rispetto a giugno. Guardando i dati nel dettaglio emerge che i costi più elevati vengono applicati a Bari, Palermo, Catania e Olbia. I rincari maggiori rispetto a giugno, si hanno presso le stazioni di Milano Centrale, Torino e l’aeroporto di Napoli a Luglio (con aumenti che raggiungono il +310%). Anche rispetto allo scorso anno gli aumenti sono fuori controllo: mediamente siamo a +45%, con picchi del +227% noleggiando l’auto nella settimana centrale di agosto. STABILIMENTI BALNEARI Anche prendere il sole e fare il bagno sarà più caro. In tutta Italia, secondo il Codacons, si registrano incrementi medi del 5% per l’affitto giornaliero di ombrelloni, lettini e sdraio, con punte del +40% in costiera amalfitana. Aumentati presso i lidi anche i costi delle consumazioni, dei pasti e degli aperitivi, nell’ordine del 10%. BAR E RISTORANTI Stessa cosa se il pranzo o l’aperitivo ve lo fate senza poter godere della vista mare. Fare colazione al bar, prendere un aperitivo, pranzare o cenare al ristorante, costa in media tra il +5% e il +10% rispetto allo scorso anno.

Questo perché gli esercizi, con le ultime riaperture, hanno ritoccato i listini al pubblico per caffè, gelati, bevande (nel caso dei bar), e corretto al rialzo i prezzi dei menu, dagli antipasti al dolce, passando per pizza e fritti (nei ristoranti). AFFITTI ESTIVI Preparatevi a sborsare qualcosa in più anche per l’alloggio. La grande richiesta di immobili ha già avuto un impatto sui prezzi dei canoni per gli affitti estivi. Come spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, «il mercato della locazione nelle località turistiche di mare è caratterizzato da un canone settimanale del valore massimo in media di circa 1.900 euro a luglio e 2.200 ad agosto per i bilocali».

I prezzi salgono a 2.200 a luglio e 2.700 ad agosto per i trilocali e a 3.100 a luglio e 3.900 ad agosto per le villette. In media i canoni sono saliti del 2,5% nelle località minori e del 4-5% in quelle più ambite, come Capri, Ischia e costiera amalfitana CASE DI PROPRIETÀ Restando nel campo immobiliare e uscendo dall’ambito vacanziero, il Covid ha provocato un rialzo anche dei prezzi di acquisto degli immobili. Nel primo trimestre dell’anno, secondo l’Istat l’indice è aumentato dell’1,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% rispetto allo scorso anno. Rincari frutto di un forte aumento dei flussi di compravendita.

 

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