Lotto vaccino ritirato, scatta la paura: “Non vogliamo fare il richiamo”

Quel maledetto codice lo guardano e riguardano da ieri pomeriggio. ABV2856. Ormai lo conoscono a memoria. Anche perché già i dubbi erano tanti prima di farsi inoculare quella dose di Astrazeneca, ma adesso la perplessità si è trasformata in paura.

La notizia della morte di tre persone vaccinate con un lotto (ora ritirato) del siero anglo-svedese ha investito i poliziotti di mezza Italia. “Qualche avversione al farmaco ce lo aspettavamo – dicono – ma che venisse ritirato per pericolosità questo no”.

A mostrarci il certificato è Alessio Edoardo, agente di stanza a Trieste e segretario provinciale dell’Fsp. A colpirlo non è stata solo la storia di Stefano Paternò, il militare di Corleone in servizio ad Augusta morto poco dopo aver ricevuto la prima dose. Ma il fatto che in poche ore le notizie su questa partita di vaccini abbiano travolto l’Italia come uno tsunami. Nel calderone c’è anche la morte di Davide Villa, agente della mobile di Catania, deceduto 12 giorni fa anche lui dopo l’inoculazione del vaccino: stesso lotto di cui l’Aifa ora ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo. E infine resta il dubbio pure su un altro militare, stavolta di stanza a Trapani, deceduto per infarto 48 ore dopo la somministrazione del siero incriminato.

Il morto, il vaccino e il lotto ritirato: perché AstraZeneca è nel mirino

Certo, per adesso non vi è la certezza di un collegamento tra il vaccino e i decessi. Lo dice l’Aifa, per voce del presidente Giorgio Palù: “È tutto in evoluzione, bisogna ancora accertare il nesso di causalità”. Lo ripete il professor Crisanti: “Non ci sono al momento deviazioni numeriche tali da attribuire al vaccino queste situazioni”.

E anche i procuratori che indagano sui tre decessi, a Siracusa, Catania e Trapani, si sono procurati di rinnovare la loro fiducia nel vaccino: “Allo stato non vi sono evidenze da cui desumere che l’infarto sia stato causato o anche concausato dal vaccino – ha detto all’Ansa il procuratore trapanese, Maurizio Agnello – sono in corso altri accertamenti di tipo istologico”.

Ma nell’attesa che, come promesso dal direttore della Prevenzione Gianni Rezza, anche il ministero della Salute faccia “tutte le verifiche del caso”, i pazienti con quella dose in corpo non fanno altro che pensare alla decisione presa dalla Danimarca. Copenaghen ha sospeso per 14 giorni l’uso di Astrazeneca per permettere ulteriori test su possibili reazioni avverse sotto forma di coaguli del sangue.

E lo stesso hanno fatto Austria, Estonia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia (solo il lotto ABV5300) e Norvegia, Islanda e Thailandia (blocco totale). La Commissione Ue si dice sicura nel “seguire le indicazioni e i pareri scientifici dell’Ema”, che sta indagando. Stati come Francia, Spagna e Germania tirano dritto con la somministrazione del siero anglo-svedese. Ma un po’ di paura resta.

“Casi di trombosi”. Ed è bufera: già sei Paesi rifiutano Astrazeneca

“Più di un mese fa avevamo denunciato la nostra perplessità nel vaccinare i colleghi delle forze dell’ordine con un vaccino poco sperimentato e meno performante degli altri”, racconta Edoardo. “Perplessità che via via si sono fatte più concrete nel momento che, una volta inoculata la prima dose, un buon 80% manifestava per 24 ore sintomi piuttosto pesanti riferiti allo stesso vaccino”. Dopo le notizie arrivate dall’Europa e dalla Sicilia, i timori si sono moltiplicati. Non solo tra gli agenti, ma anche tra professori universitari e insegnanti.

“È chiaro che la nostra sensazione non era del tutto errata: anche se su un panorama di vaccinati così ampio ci si aspettava qualche avversione al farmaco, non pensavamo di certo che questo venisse ritirato per pericolosità”. Adesso i poliziotti che devono ricevere la seconda dose si muovono con circospezione, soprattutto chi ha ricevuto il lotto ABV2856, distribuito in quasi tutte le Regioni italiane, posto sotto sequestro da alcune procure e bloccato dall’Aifa.

“Si deve far chiarezza subito – conclude Edoardo – ci aspettiamo che le notizie siano veloci e chiare e che vengano immediatamente monitorati tutti i vaccinati che possono essere coinvolti nel lotto ritirato e a questo punto anche gli altri per sicurezza. Aspettiamo con impazienza notizie dal Dipartimento e ci auguriamo di non aver fatto ‘peggio la toppa del buco’”.

ilgiornale.it

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