“Loro volevano ma io ho rifiutato”. Piera Maggio rompe il silenzio: la richiesta della tv russa sul caso Denise Pipitone e Olesya

Piera Maggio torna a parlare a Chi l’ha visto, la trasmissione condotta da Federica Sciarelli che da 17 anni si occupa del caso della scomparsa della figlia. Denise Pipitone ha fatto perdere le proprie tracce il 1 settembre del 2004, quando, in pochi minuti, la nonna entra in casa e quando esce della nipotina non c’è traccia. Parte subito la denuncia ai carabinieri e le ricerche. La pista privilegiata è quella di una vendetta privata, maturata nell’ambito familiare, fatto di contrasti e gelosie tra la nuova e la vecchia famiglia del padre di Denise.

Per tutto il mese Mazara del Vallo è passata al setaccio. Polizia, carabinieri, reparti speciali e unità cinofile, percorrono strade, fiumi, grotte, pozzi, anfratti, ma di Denise non c’è traccia. Alla pista privata se ne affiancano altre, come l’ipotesi legata a riti occulti o traffici di organi. Sin dal giorno della scomparsa la mamma Piera Maggio non si è mai data per vinta e ha continuato a cercare la sua bambina, anche quando sembrava non ci fossero più speranze. Il caso è tornato alla ribalta quando nel programma russo “Lasciali parlare”, una 21enne ha lanciato l’appello per ritrovare i genitori biologici.

La somiglianza con Piera Maggio e la sua ricostruzione dei fatti (Olesya Rostova ha raccontato di essere stata rapita da bambina) hanno fatto il resto. Dopo due settimane è arrivata la risposta: “Olesya non è Denise Pipitone, il gruppo sanguigno è diverso”, ha detto l’avvocato Giacomo Frazzitta in collegamento con la trasmissione ”Lasciali parlare”. In tanti hanno sperato che Olesya Rostova fosse la piccola Denise, regalando inconsapevolmente visibilità a uno sceneggiato creato a regola d’arte.

La produzione del programma avrebbe voluto Piera Maggio in studio, ma lei si è sempre rifiutata di trascinare ancora il teatrino della tv russa. E anche la comparazione del gruppo sanguigno tra le due ragazze è andato per le lunghe e se non fosse stato per l’avvocato Frazzitta, che durante l’ospitata ha minacciato di chiudere il collegamento video se non avesse avuto quello di Olesya per paragonarlo con quello di Denise, forse il ‘teatrino’ della tv russa sarebbe proseguito ancora per qualche settimana. Sul caso è intervenuta Piera Maggio. In collegamento con “Chi l’ha visto?”, la mamma di Denise ha spiegato che “su questa storia vorrei mettere un punto. Al di là di qualche polemica, questa verifica andava fatta senza remore: ci sono state segnalazioni in questi anni su cui le verifiche erano meno importanti di questa”.

“Ovviamente il metodo che pretendevano i russi, non lo avrei accettato: loro avevano il Dna di Olesya, ma volevano che andassi in quella trasmissione a fare quel teatrino, una cosa che io non avrei mai fatto. A quel punto l’unico modo era chiedere il gruppo sanguigno: su questo ci siamo battuti, l’avvocato Frazzitta è stato molto bravo in questo. Quel format di trasmissione richiedeva tutt’altro. Se avessimo aspettato le autorità e le rogatorie, sarebbero passati mesi”. E riferendosi a Olesya: “Se sta usando la visibilità per altri scopi, non sono problemi nostri. A noi interessava solo sapere se quella ragazza era mia figlia”.

Rispondi