Lombardia zona gialla, Galli (Sacco): “Che il cielo ce la mandi buona”

Dalla mezzanotte di lunedì 1 febbraio 2021 la Lombardia torna in zona gialla, dopo una settimana in zona rossa e una in arancione. Nelle scorse ore il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza che permetterà di avere restrizioni minori sul territorio. Una boccata d’aria fresca per i commercianti e i ristoratori della Regione.

“Sembrava che si dovesse partire da zero e aspettare 14 giorni. Evidentemente, però, la valutazione complessiva della situazione ha prevalso”, commenta alla ‘Dire’ Fabrizio Pregliasco, membro del Comitato tecnico scientifico regionale e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano. Per il virologo l’evoluzione dell’epidemia in Lombardia è in miglioramento, “ma c’è comunque un dato giornaliero che inquieta: quello della mortalità”. Ed è proprio questo dato, secondo Pregliasco, che potrebbe indicare una sottostima dei casi reali: “E’ vero che la mortalità è l’ultimo indicatore a diminuire, ma se rimane così alta vuol dire che la situazione complessiva continua a essere importante”.

Proprio per questo motivo “bisogna continuare ad aumentare la capacità di fare tamponi e non abbassare la guardia. Rimaniamo in attesa”, conclude prudente.

“Che il cielo ce la mandi buona”. Questo è il commento del direttore responsabile del dipartimento di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, sentito dalla ‘Dire’ sulla zona gialla lombarda, ufficializzata nel pomeriggio dal governatore, Attilio Fontana. E’ possibile passare da zona rossa a gialla nel giro di due settimane? “Se i numeri su cui calcoli la zona rossa o la zona gialla sono sbagliati, questo tira e molla non mi stupisce”, afferma l’infettivologo, che però avverte: “Non sta andando particolarmente male però ancora non così decisamente bene, c’è sempre da fare un distinguo tra il perseguimento dell’obiettivo e l’applicazione piuttosto scolastica dei conti. Siamo oltretutto in momento in cui anche la vaccinazione batte la fiacca, perchè ogni giorno se ne sente una…”.

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