“Lockdown”. La notizia che non volevamo sentire: l’annuncio

“Abbiamo capito che di fronte a questa nuova ondata di Covid o ci vacciniamo o ritorniamo in lockdown. Non c’è niente da fare, è ampiamente prevedibile. Il mio appello è a riprendere con grande determinazione la campagna di vaccinazione”.

Lo dice a Salerno il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del nuovo Palasport. “Ormai – ricorda – noi somministriamo solo Pfizer e Moderna, non credo che ci siano stati problemi su milioni di somministrazioni fatte”.

“Oggi abbiamo altri duecento e più positivi – spiega De Luca -. È vero che sono in larga parte asintomatici, ma se continua questo trend prima o poi avremo anche gli ospedali occupati”. “Il governo nazionale ha fatto una comunicazione disastrosa sui vaccini che ha creato solo incertezze e neanche gli osservatori se ne sono accorti.

Leggevo stamattina le cose che ha scritto Sabino Cassese a proposito del rapporto Stato-Regioni: sono autentiche stupidaggini. Sul Covid hanno retto le Regioni, lo Stato italiano non esiste. Il ministero della Salute in pratica è stato sciolto”. Lo dichiara il presidente della Regione Campania riferendosi all’operato del dicastero guidato da Roberto Speranza nella gestione dell’emergenza pandemica.

“Lo Stato – continua – si è rivelato vivo solo quando ha dato una comunicazione irresponsabile sui vaccini. Questo ha determinato una crisi di fiducia nei cittadini e dalla fine di giugno c’è stato un abbassamento nella disponibilità alle vaccinazioni”. De Luca critica anche le parole usate dal generale Francesco Paolo Figliuolo, spiegando che le Regioni hanno

“dovuto anche ascoltare le stupidaggini del commissario che, fino a un giorno fa, ci ha detto che avremmo avuto a luglio tutti i vaccini necessari. Sappiamo che è falso perché – sottolinea – i vaccini disponibili servono solo a fare le seconde dosi, non ne abbiamo altri. Stiamo cercando di uscire dal Covid grazie soprattutto allo sforzo delle Regioni perché, per quanto riguarda lo Stato, mettiamoci una croce sopra”.

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