Lo zio di Saman: “Sono venuti a prenderla…”

Saman Abbas è ancora viva? E, se non lo è, dov’è il suo corpo?

Sono questi gli interrogativi fondamentali che hanno percorso la puntata di ieri sera di “Quarto grado”, dove si è tornato a parlare del ruolo dei famigliari della 18enne in questa scomparsa, attualmente ricercati dall’Interpol. Tra questi famigliari c’è lo zio paterno, Danish, che prima di allontanarsi da Novellara e risultare introvabile, ha fornito una testimonianza della quale però è impossibile in questo momento stabilire la veridicità.

Danish ha affermato che Saman scappava spesso di casa e al suo ultimo rientro i genitori le abbiano trattenuto i documenti affinché on fuggisse ancora. Danish ha riportato che Saman sarebbe andata in Belgio da un amico, com’era accaduto in passato. I genitori le avrebbero ridato i documenti, quando la giovane avrebbe manifestato la volontà di tornare in Pakistan con loro a trovare la presunta zia malata. Ma nell’atto di riottenere i documenti, Saman sarebbe andata di nuovo via, il 30 aprile intorno alle 17. “Qualcuno è venuto a prenderla in auto, non ho neanche provato a fermarla”, ha detto Danish.

I tabulati telefonici mostrano che sono state effettuate varie telefonate in tarda serata dal padre Shabbar Abbas allo zio Danish. Ci sono poi gli ormai celebri filmati del passaggio degli uomini con le pale e il racconto del fratello di Saman, secondo cui la sorella sarebbe stata “consegnata” allo zio Danish, che l’avrebbe punita per la sua insubordinazione, per la sua opposizione al matrimonio combinato dai genitori in Pakistan. Però il presunto corpo di Saman ancora non si trova e a “Quarto grado” ci si è chiesti se il corpo non sia stato portato via, lontano da quelle campagne nella zona di Novellara.

Intanto, nella narrazione dello zio Danish, anche il rifugio di Saman in comunità viene liquidato come una fuga da casa. Tuttavia il fidanzato della giovane, Saqib che vive e lavora nel frusinate e che Saman doveva sposare a Roma, ha raccontato che lei “non stava bene in comunità”: secondo il ragazzo, le avevano suggerito di lasciare Saqib e mettersi con un italiano. “Ogni giorno io penso che ritorni a casa”, ha concluso il giovane pakistano che appare sempre inconsolabile e, nonostante abbia ricevuto minacce per sé e la sua famiglia, ha di recente deciso di parlare e cercare la verità sulla sorte di Saman.

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