L’euro-abusivo Sassoli “sputa” sul Natale e lo cancella pure dai biglietti d’auguri (per non offendere i non-cristiani)

Forse per non offendere nessuno ed evitare che insorgano i crociati del politicamente corretto che vedono nel Natale un simbolo di arretratezza e tradizione; o forse per una “banalissima” dimenticanza, venerdì il presidente del Parlamento europeo ha inviato ai dipendenti dell’assemblea il suo biglietto augurale. Via email. Oggetto: “Season’s Greetings and Best Wishes for the New Year!“. Che tradotto significa: buone feste e auguri per il nuovo anno. Nel corpo del messaggio un’immagine natalizia con scritto: “Tanti auguri di felice anno nuovo. David Sassoli“. Lo riporta La Verità in edicola. Possibile che il presidente del Parlamento europeo David Sassoli si sia completamente dimenticato del Natale? Un paio di settimane fa Sassoli spiegava che discutere del cenone di Natale rappresenta “una bestemmia davanti a tanti morti e sofferenza“. “Dovremmo ragionare per dare un senso ai martiri civili di questa battaglia” contro il coronavirus, diceva ancora intervenendo all’annuale convegno di Eunews.it.

Giusto il suo ragionamento, da molti punti di vista, ma cosa c’entra il biglietto di auguri? Sicuramente c’è un errore e prima che chiuda tutta la “baracca” a Bruxelles, arriveranno anche i suoi auguri di Natale. O forse no, ed è l’ennesima concessione che si fa al politicamente corretto imperante, anche nelle istituzioni europee? Certo, parliamo di un passaggio simbolico e che per qualcuno, magari, potrebbe sembrare di poco conto. Ma anche i messaggi, soprattutto quando si presiede un’istituzione così importante, sono fondamentali.

Soprattutto perché, in alcuni stati europei del Nord Europa, in Belgio particolarmente, che ospita le sedi comunitarie, e che deve fare i conti con una minoranza islamica molto importante – circa il 6% della popolazione – si preferisce evitare ogni riferimento al Natale cristiano. Ed è un fenomeno che va avanti, purtroppo, già da qualche anno. Nel 2012, per esempio, migliaia di persone firmarono una petizione contro un’installazione luminosa astratta che sostituiva il tradizionale albero di Natale nel centro di Bruxelles. I critici accusarono i funzionari di aver optato per l’installazione per paura di offendere i non cristiani, soprattutto i musulmani. Come spiegava la Bbc all’epoca, gran parte della stampa belga spiegava che l’installazione è un esempio di “correttezza politica”, progettato per essere più “attraente” per i gruppi religiosi non cristiani rispetto a un abete tradizionale.

È lo stesso politicamente coretto – che emerge chiaramente in altre forme rispetto al “semplice” messaggio di Sassoli – e il medesimo substrato culturale che negli ultimi mesi si è agitato in tutto l’Occidente per rovesciare le statue e che non solo vuole rinunciare alla sua storia ma la vuole cancellare: perché la furia iconoclasta dei politicamente corretti non è dissimile da quella di altri fondamentalismi.

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