Lecce, avvocato difende una ragazza aggredita e spintonata: afgano lo scaraventa a terra e lo pesta a calci

Un uomo stava spintonando una ragazza per strada e lui non ci ha pensato due volte a difenderla, invitandolo con le buone maniere a smetterla. Ma quell’invito ha avuto una risposta che non si è limitata alle minacce verbali ed è finita in uno scontro fisico. E’ questa la disavventura vissuta ieri pomeriggio, intorno alle 15, in piazza Verdi, nel centro di Lecce, dall’avvocato Vincenzo Caprioli, di 51 anni, già segretario e tesoriere presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lecce: è stato scaraventato a terra, preso per il collo e poi a calci.

Per fortuna, l’aggressione non ha avuto conseguenze gravi: il legale ha riportato delle escoriazioni in diverse parti del corpo (in particolare ai ginocchi e ai gomiti) medicate dai sanitari del 118 e ritenute guaribili in cinque giorni.

Immediato l’intervento degli agenti delle volanti che hanno rintracciato il responsabile mentre si allontanava sbraitando in una via vicina. Si tratta di N.C., un 28enne afghano, con diversi precedenti, che è stato denunciato per i reati di lesioni e minacce, e nei riguardi del quale (già gravato da avviso orale del questore) è stata disposta la revoca del permesso di soggiorno. Resta sconosciuta, invece, l’identità della ragazza che si è allontanata poco prima dell’arrivo dei poliziotti.

La testimonianza: “Non sono io la vera vittima”

“In questa triste storia non mi ritengo né un eroe né la vera vittima. E, non è l’aggressione che ho subito a farmi stare male, ma la rabbia e il dispiacere. Si parla tanto di violenza sulle donne e viverla così da vicino mi ha lasciato tanto amaro in bocca, dovuto alla consapevolezza che se non sono le vittime le prime a ribellarsi, la battaglia è davvero persa.

Nonostante il mio intervento, la ragazza non andava via. Stava lì paralizzata a osservare la scena come se non potesse lasciare quell’uomo che poco prima la stava strattonando per strada”.

Ci racconta come sono andati i fatti?

“Stavo facendo footing, quando da lontano, di fronte alla pizzeria nella piazzetta, ho visto un tizio, sul metro e ottanta spintonare una ragazza molto minuta, poco più che 20enne.

Così ho smesso di correre, mi sono avvicinato lentamente e l’ho guardato negli occhi. “Cosa guardi? E’ la ragazza mia e faccio che voglio”, mi ha detto e nel giro di pochi secondi mi sono ritrovato a terra. Speravo che in tutto questo lei si allontanasse e invece restava lì a osservarci, immobilizzata. Poi lui mi ha messo le mani al collo, e quando sono riuscito a rialzarmi mi ha spinto nuovamente a terra, stavolta  prendendomi a calci. Alla fine, lei se ne è andata e sono riuscito a liberarmi e a rifugiarmi nel portone di casa”

C’era altra gente?

“Una donna ha assistito alla scena e ha allertato le forze dell’ordine. Poi mentre andavo via, ho visto arrivare anche altre persone”.

Ha sporto denuncia?

“Sì, nel pomeriggio mi sono recato negli uffici della Questura per formalizzare la denuncia”.

Ha notizie sulla ragazza?

“Purtroppo no. Ma spero tanto di riceverne delle buone”

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