Le Ong preparano la vendetta: così vogliono incastrare Salvini

Partirà domani all’interno dell’aula bunker di Palermo la fase processuale relativa al caso Open Arms, il quale vede come imputato l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

L’udienza preliminare nel capoluogo siciliano arriva dopo il definitivo via libera del Senato dello scorso 30 luglio al processo nei confronti del leader della Lega.

Il caso risale agli ultimi giorni di vita del governo gialloverde, ossia l’esecutivo Conte I. L’Ong spagnola Open Arms per diverse settimane nell’agosto del 2019 ha “pressato” lungo i confini delle acque territoriali italiane con diversi migranti a bordo. Dal Viminale era giunto il divieto di ingresso per la nave spagnola. Il 20 agosto però il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, è salito a bordo dell’Open Arms, ordinando il sequestro e l’ingresso a Lampedusa della nave con i migranti a bordo.

Open Arms, pronta la “vendetta” su Salvini: cosa può succedere adesso

Dalla stessa procura siciliana è poi stato aperto un fascicolo contro Salvini, a cui sono stati contestati i reati di sequestro di persona ed abuso di ufficio. Per competenza, gli atti sono stati trasmessi alla procura di Palermo e qui, il 29 novembre 2019, si è deciso a sua volta di portare il fascicolo al tribunale dei ministri insediatosi nel capoluogo siciliano.

Il primo febbraio 2020 proprio il tribunale dei ministri di Palermo ha inviato al Senato la richiesta per poter procedere nei confronti di Salvini. L’iter è stato poi rallentato dall’emergenza coronavirus e si è concluso con il via libera definitivo dell’aula di palazzo Madama.

Per il leader del carroccio è il secondo processo relativo a un divieto di ingresso di una nave con migranti a bordo. Il primo caso, quello relativo alla nave Diciotti, ha visto il respingimento delle richieste del tribunale dei ministri di Catania, ma all’epoca (era il febbraio 2019) Movimento Cinque Stelle e Lega erano nella stessa maggioranza. Il secondo caso invece, quello cioè inerente alla nave Gregoretti, è iniziato a Catania lo scorso ottobre.

Matteo Salvini sarà quindi per la seconda volta in Sicilia nel giro di pochi mesi per sedersi in un’udienza preliminare. Questa volta la vicenda ha a che fare con una nave Ong, a differenza dei casi Diciotti e Gregoretti che riguardavano mezzi della Guardia Costiera. E le stesse Ong non vedono l’ora di puntare il dito contro Salvini all’interno dell’aula bunker di Palermo. A partire dalla diretta interessata, la spagnola Open Arms: “Saremo lì – si legge in un tweet dell’Ong – a nome di tutte le persone che vedono vita e diritti violati provando ad attraversare il mare”.

ilgiornale.it

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