“Le Iene”, scoop sulla strage di Erba: «Indagate sui marocchini, non sono stati Olindo e Rosa»

Una clamorosa testimonianza a Le Iene. «Per me chi è stato? Litighi con un vicino ma non arrivi a fare una cosa simile,.Poi la modalità, la velocità, il tutto… Sono 5 persone, non una o due. Guardando Olindo e Rosa, non è possibile. La corporatura di Raffaella era abbastanza forte, non è facile buttarla giù per terra. Invece quei marocchini erano aggressivi per il modo in cui hanno tirato fuori i coltelli. Io non me lo immaginavo. Per di più sono anche un atleta quindi so difendermi». Strage di Erba: ecco una nuova clamorosa testimonianza, quella di Abdi Kais. È il tunisino arrestato insieme ai componenti del clan Marzouk ufficialmente residente nella casa di Azouz e Raffaella. E che avrebbe frequentato l’abitazione dove fu commesso il delitto, proprio nei mesi precedenti alla strage.

“Le Iene”, ecco la testimonianza

In esclusiva ai microfoni di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti a Le Iene, le dichiarazioni inedite di un testimone mai sentito fino ad ora. L’uomo racconta di una forte rivalità tra il gruppo di tunisini vicini ad Azouz Marzouk e quello dei marocchini che spacciava nella stessa zona tra Erba e Merone. Rivalità che sarebbe sfociata in una rissa con accoltellamento da parte dei marocchini ai danni di Abdi Kais, e del fratello e due cugini di Azouz Marzouk. Dalle dichiarazioni dell’uomo si evince che i tunisini avrebbero avuto la peggio con ferite di arma da taglio. E che Abdi sarebbe andato in ospedale per farsi medicare. L’episodio avrebbe dato luogo ad una vera e propria faida tra i due gruppi. Immediata la reazione dei parenti di Azouz che avrebbero bucato le ruote e spaccato con una bottiglia il parabrezza dell’auto dei marocchini. Che – sempre secondo il racconto del tunisino – abitavano nel comune di Merone, a qualche isolato da loro.

«Non sono stati Olindo e Rosa»

Kais racconta che spariva spesso la droga dai nascondigli nel bosco di Merone. Per cui Amer, tunisino titolare di uno degli appartamenti dei tunisini a Merone, spesso portava dei quantitativi di cocaina in cantina della casa di Raffaella e di Azouz. Quindi, a due passi da piazza del Mercato, la piazza dello spaccio a Erba. Sostiene inoltre che non furono Rosa e Olindo a commettere la strage. Erano incompatibili a quel tipo di mattanza di donne e uomini sgozzati per corporatura, preparazione fisica, velocità di esecuzione, a differenza dei marocchini, violenti e armati di coltelli.

Da “Le Iene” elementi nuovi

Elementi nuovi che per la difesa di Rosa e Olindo fanno pensare alla possibilità di un’altra pista. Quella cioè della rivalità con un’altra banda e che inizialmente fu considerata dagli inquirenti ma poi immediatamente abbandonata. La volontà di cercare tracce di eventuali altri killer sulla scena del delitto si infrange però sulla notizia di mercoledì scorso. La Cassazione ha infatti rigettato la richiesta degli avvocati di Rosa Bazzi e Olindo Romano di analizzare reperti trovati sulla scena del crimine che, nell’arco di dodici anni (il crimine è stato consumato nel 2006, ndr.) nessuno prima d’ora ha mai esaminato. Tra questi anche gli abiti dell’unico superstite alla strage, Mario Frigerio, e del piccolo Youssef Marzouk.

L’analisi dei reperti

Un’eventuale analisi dei reperti potrebbe risultare decisiva per rintracciare quel Dna di Rosa e Olindo mai ritrovato sulla scena del crimine. Oppure a individuare tracce compatibili di estranei, che farebbero pensare alla presenza di killer sconosciuti ai quali avrebbero potuto portare le piste alternative mai indagate. Tra queste inizialmente c’era quella delle «cattive frequentazioni di Azouz Marzouk», il tunisino con precedenti penali che quella sera ha perso ciò che aveva di più caro al mondo . E che non è affatto convinto dalle conclusioni a cui sono giunti 26 giudici in tre gradi di giudizio. Su tutto irrompe quindi lo scoop de Le Iene.

secoloditalia.it

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