Lamorgese difende Conte: “Scorta ha accompagnato la fidanzata perché turbata”

“La scorta l’ha riaccompagnata, perché era turbata”. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, difende il premier Giuseppe Conte e la sua compagna, Olivia Paladino, al centro della bufera sollevata da un video, che mostrava la scorta del presidente scortare la fidanzata, raggiunta dai giornalisti delle Iene.

Durante il question time alla Camera, il ministro ha risposto a un’interrogazione presentata dal parlamentare della Lega, Alessandro Morelli, sul presunto uso della scorta del premier da parte della compagna, precisando che “gli elementi non sono tratti da una presunta relazione di servizio, ma da un appunto informativo e predisposto dopo articoli di stampa”. “Nella mattina del 26 ottobre, personale del dispositivo di tutela del premier Conte si trovava nelle vicinanze dell’abitazione della signora Paladino in attesa che uscisse il presidente del Consiglio dei ministri”, ricostruisce il ministro. Mentre perlustravano la zona, gli agenti, “notavano la presenza di una troupe televisiva, risultata poi essere del programma Le Iene, munita di videocamera e microfono che stazionava davanti ad un vicino supermercato. Uno degli addetti alla tutela del presidente si avvicinava alla troupe per verificare eventuali aspetti critici collegati all’imminente passaggio del presidente Conte”.

Nel supermercato c’era la fidanzata del premier, Olivia Paladino, che vi si era “rifugiata”, “per sottrarsi alle insistenti domande dell’inviato”. Poi, Lamorgese spiega: “A questo punto il titolare del negozio richiamava l’attenzione dell’operatore della scorta avvertendolo di aver chiesto all’inviato tv di uscire dall’esercizio, tenuto conto che il loro ingresso era avvenuto al solo scopo di ottenere dichiarazioni dalla signora Paladino. La signora Paladino appariva chiaramente turbata, sicché uno degli operatori addetti alla tutela, coadiuvato da due colleghi, provvedeva esclusivamente ad accompagnarla verso l’abitazione, distante poche decine di metri, dove peraltro in quel momento si trovava il presidente del Consiglio”. Secondo quanto riferisce il ministro, nonostante la presenza della scorta, la troupe televisiva avrebbe continuato a seguire la Paladino, facendole “insistenti domande, senza tenere conto del turbamento e della sua volontà di non rilasciare dichiarazioni, desistendo solo a pochi metri dall’abitazione, da cui poi si allontanava spontaneamente”. Inoltre, “la persona alla quale la signora Paladino, prima di lasciare il negozio, ha consegnato la borsa, non era un operatore del servizio di tutela del presidente Conte, bensì uno dei titolari dell’esercizio commerciale”, ha precisato Lamorgese.

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